Nata prematura in casa: Sharon lotta per la vita. Lo scricciolo, venuto al mondo domenica, in un parto casalingo e anticipato (la mamma era a sole 23 settimane di gestazione), è ricoverato al Manzoni di Lecco dove tutti i medici si stanno occupando di lei con professionalità e amore. La bimba, che pesa poco più di mezzo chilo, è nata con 17 settimane di anticipo. La mamma si è sentita male domenica e la situazione è precipitata. La centrale  dell’Agenzia Regionale di Emergenza e Urgenza, domenica, ha dirottato a Vendrogno i mezzi di soccorsi e mamma e figlia sono state trasportate d’urgenza al Manzoni.

Nata prematura in casa: Sharon lotta per la vita

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Dall’ospedale di Lecco, dove la piccola si trova ricoverata nella Tin, ovvero il reparto di Terapia Intensiva Neonatale, i medici non si sbilanciano. Considerata la situazione estremamente delicata da un punto di vista clinico infatti sarà necessario attendere i prossimo mese per capire il decorso del quadro dello scricciolo che, ad oggi, lotta con le unghie e con i denti per rimanere attaccata alla vita.

Per lei fanno il tifo non solo mamma e papà, tutti i medici e i paramedici del Manzoni, tutto il paese di Vendrogno. Con lei nel reparto di terapia intensiva ci sono tutti quelli che credono, sperano, si augurano che Sharon possa presto tornare a casa, amata, coccolata e forte di una esperienza che l’ha messa alla prova già al primo vagito.

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Roberto Bellù, Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’ASST di Lecco

“La prematurità – ha spiega Roberto Bellù, Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’ASST di Lecco in occasione della giornata della prematurità – è un problema che riguarda circa il 7% dei nati nel nostro Paese e in Lombardia sono quasi 6mila i neonati prematuri nati in un anno. Esistono poi circostanze di grave prematurità che si registrano quando i bambini nascono con un peso inferiore a 1.500 grammi o con un’età gestazionale inferiore alle 30 settimane”.

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“Questi casi particolari sono seguiti in Centri di Terapia Intensiva Neonatale specializzati come quello presente qui al Manzoni (sono circa 350 i ricoveri registrati ogni anno: più del 25% dei piccoli degenti) e richiedono livelli di cure intensive di elevato livello tecnologico” ha aggiunto il dottor  Bellù.

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