Omicidio a Veniano: arrestato Gabriele Luraschi di Fenegrò.

Omicidio a Veniano, la conferma dell’arresto

Lo avevamo anticipato solamente poche ore fa e ora è arrivata la conferma ufficiale. I Carabinieri della Compagnia di Cantù e della Stazione di Appiano Gentile hanno tratto in arresto per omicidio e porto abusivo di arma bianca (queste le accuse) Gabriele Luraschi, 47 anni, residente a Fenegrò. L’uomo ha ammesso le sue responsabilità nella notte durante un lungo interrogatorio.

I fatti di ieri sera

I militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Cantù e della Stazione  di Appiano Gentile, in collaborazione con la Stazione di Fino Mornasco, nel corso delle prime ore del mattino, hanno arrestato, in flagranza di reato,  Luraschi.

Hans Junior Krupe

Il provvedimento pre-cautelare è stato adottato a seguito della segnalazione pervenuta circa il ferimento di Hans Junior Krupe, 25 anni di Veniano, mediante un coltello a serramanico, avvenuto nel corso della tarda serata di ieri al parco comunale di Veniano. Il giovane è morto circa un’ora dopo all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, dove era stato trasportato da personale medico intervenuto sul posto.

La dinamica

Futili motivi alla base del folle gesto. Secondo quanto è stato possibile ricostruire il giovane, poco dopo le 22, si stava lavando le mani alla fontanella del parco comunale, in prossimità dei campi da gioco. Gli schizzi d’acqua avrebbero raggiunto un uomo che si trovava sulle scalinate. Sarebbe così nato un alterco fino a che l’uomo non ha estratto un coltello a serramanico, colpendo Krupe al fianco. Si sarebbe poi allontanato.

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Le indagini dei Carabinieri

Le indagini sono scattate immediatamente al ferimento. Hanno consentito di  individuare l’autore del grave evento di sangue, mediante l’analisi dei sistemi di video-sorveglianza presenti in loco, nonché attraverso il supporto di testimoniane e la collaborazione dello stesso autore che, poco dopo la commissione del reato, ha ammesso spontaneamente le proprie responsabilità.  Luraschi, dopo l’accoltellamento (diversi i fendenti), si è allontanato dalla scena del crimine ed è rientrato a casa. Lì è stato  trovato con i vestiti ancora sporchi di sangue (sequestrati). I militari hanno anche  rinvenuto l’arma utilizzata per commettere il delitto, individuata in un coltello a serramanico, anch’essa sporca di sangue e posta in sequestro.  Nessun dubbio, in sostanza, sull’autore del grave evento delittuoso, il quale, al termine delle formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Como in attesa di giudizio di convalida.