Sei arresti grazie alle laboriose ed efficaci indagini dei Carabinieri della Stazione di Olgiate Comasco: collaborazione dei cittadini e degli amministratori locali, controlli, sequestri di sostanze stupefacenti e denaro nei boschi a Castelnuovo Bozzente, infine le ordinanze di custodia cautelare per sei persone.

Sei arresti, sforzi congiunti per contrastare lo spaccio di droga

Costanti attività di controllo sul territorio e un’indagine scattata lo scorso mese di gennaio. Oggi l’epilogo, illustrato  dai Carabinieri in una conferenza stampa al Comando provinciale di Como. Il mercato della droga a Castelnuovo Bozzente interessava un giro d’affari notevole, con clientela in particolare dalla provincia di Varese e dalla Svizzera. Spacciatori che bivaccano nei boschi, dormendo in tende. Fornelletti e borse con vestiario. Droga sotterrata. Zaini abbandonati da spacciatori in fuga, zeppi di sostanze stupefacenti e denaro (migliaia di euro e anche franchi svizzeri). Proprio lo scorso gennaio i militari della Stazione di Olgiate Comasco avevano individuato tre persone aggirarsi intorno a un bivacco in una zona boschiva del Parco Pineta. Fuggiti all’arrivo dei Carabinieri, gli spacciatori avevano abbandonato uno zaino contenente quasi 1 chilogrammo di cocaina. Rinvenuti anche telefoni cellulari. L’indagine, scattata a quel punto, porta ora all’arresto di sei persone.

Gli arrestati e il “mercato” nel bosco

Sei le persone per cui è scattata l’ordinanza di custodia cautelare. Tre di nazionalità marocchina (irregolari), due italiani (della provincia di Varese) e un albanese. A capo del mercato illegale risultano essere proprio i marocchini. Appurate almeno 70 cessioni di sostanze stupefacenti. Ma dai riscontri in mano ai Carabinieri  è emerso un traffico dai numeri impressionanti.  Per dare una dimensione al fenomeno: i militari hanno riscontrato che un singolo cliente, da gennaio a settembre, ha acquistato 185 volte hashish. Nell’arco degli ultimi quattro anni è stato calcolato che c’è stato chi è arrivato ad acquistare 1.000 volte droga nel bosco. I costi delle dosi erano tarati in base alla tipologia della clientela. Un grammo di cocaina poteva essere ceduto a 10 euro oppure fino a 50 euro. Gli spacciatori definivano la cifra in base a chi si trovavano davanti. Per arrivare all’acquisto, il cliente doveva prima approcciarsi con un filtro, un vero e proprio palo che era l’anello intermedio della catena dello spaccio.

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Fondamentali le segnalazioni dei cittadini e delle Amministrazioni locali

Più volte sottolineato, i Carabinieri considerano di fondamentale valore la collaborazione dei cittadini e degli amministratori locali: la segnalazione, in forma anonima, di presenze sospette e bivacchi nei boschi, è un aiuto importante alle attività di indagine sul territorio. Tra i sequestri effettuati negli ultimi mesi, sino alle conclusioni delle indagini, mezzo chilogrammo di cocaina e 13.000 euro abbandonati da uno spacciatore in fuga. Lo scorso 8 agosto il sequestro di 1,5 chilogrammi di eroina. Un notevole giro d’affari, come illustrato da Moreno Fabris, comandante della Stazione dei Carabinieri di Olgiate Comasco. Un mercato dalle caratteristiche ben definite: in base alla sostanza da acquistare, c’era uno spacciatore di riferimento. Su 70 attività di spaccio appurate, 15 italiani sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di droga. Le sei ordinanze sono state notificate in carcere. La curiosità: uno degli spacciatori, raggiunto dalla notifica, si è sentito sollevato, ringraziando i Carabinieri per averlo tolto da un giro pauroso.