Sisme Spa non ci sta alle contestazioni delle organizzazioni sindacali e delle Rsu. E replica portando numeri a sostegno delle proprie posizioni.

Sisme, botta e risposta

“Sisme si appresta a chiudere il corrente anno con un fatturato in crescita vicino ai 100 milioni di euro in chiara e oggettiva controtendenza rispetto al trend registrato dal mercato italiano e globale e in particolare dal settore metalmeccanico. Questo conferma la correttezza della politica commerciale, industriale e di investimento di Sisme”. Così la risposta dell’azienda alla nota in cui sindacato e Rsu illustrano, invece, tesi opposte. “Riteniamo utile a questo proposito ricordare alcuni fatti salienti – prosegue l’azienda – Dal 2017 Sisme ha investito quasi 8 milioni di euro in nuove produzioni; rimpatriato dalla Slovacchia una linea di montaggio; introdotto nuovi grandi clienti internazionali: ad esempio Electrolux; lanciato nuovi prodotti particolarmente innovativi: ad esempio motori ibridi ad alta efficienza; introdotto modifiche organizzative inserendo figure chiave in ruoli manageriali; lanciato un progetto Fabbrica 4.0 che necessita di tempi di messa in servizio e integrazione con i macchinari di produzione piuttosto lunghi in quanto utilizza tecnologie molto innovative (Rfid, utilizzo di tablet, ectc.); adottato un codice etico e un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001; lanciato il progetto per la predisposizione di un Bilancio di
Sostenibilità. In relazione alla menzionata volontà di limitare l’agibilità sindacale in azienda, Sisme respinge con forza questa accusa, riconosce il ruolo dei sindacati, precisa che non esiste intenzione di appropriarsi di alcunché
e sottolinea il valore del rispetto del D.Lgs 231/2001”.

Le rimostranze del sindacato

Ecco la presa di posizione delle organizzazioni sindacali e delle Rsu aziendali: “Negli ultimi mesi ben sette figure professionali di spessore hanno dato le dimissioni e il loro lavoro è stato spalmato sulle figure già esistenti “caricandole” troppo e di fatto peggiorando la qualità del lavoro. A nostro giudizio,per traguardare il futuro e accettare le sfide che il mercato propone, serve mantenere lo stesso livello occupazionale mettendo il personale
adibito, nelle migliori condizioni organizzative che ad oggi non ci sono sufficienti. Nella loro quotidianità I lavoratori accusano sempre più queste inefficienze organizzative, le Rsu e le organizzazioni sindacali non si sono mai sottratte al confronto portando proposte concrete. Le Rsu ha sempre cercato di gestire la confusione organizzativa causata dalle discutibili scelte aziendali, affrontando situazioni di disagio produttivo e ambientale permettendo all’azienda di produrre ai livelli attuali. I lavoratori hanno lavorato molte ore aggiuntive rispetto al normale orario di lavoro, nonostante periodi in cui le condizioni climatiche sono state proibitive, con un contributo aziendale minimo e con interventi insufficienti a mitigare il problema, nonostante le nostre preventive sollecitazioni. In questo contesto di criticità, la Proprietà, invece che cercare e curare una proficua collaborazione, interviene negativamente attaccando l’autonomia delle Rsu. L’azienda si vuole appropriare del fondo Rsu, che le stesse ricevono annualmente dal gestore delle macchinette del caffè, per poi utilizzarlo in attività di valore sociale a favore dei dipendenti e delle Onlus, senza neanche degnarsi di confrontarsi , ma rendendolo noto con uno sterile comunicato. E’ evidente che un atto unilaterale di questa specie mira a limitare l’autonomia e l’agibilità sindacale. Tale atto provoca inevitabilmente un irrigidimento delle relazioni fin a ora gestito in modo proficuo tra le parti. Il nostro impegno e il nostro apporto non sono mai venuti a mancare. Invitiamo l’Azienda a rivedere la propria posizione e ad aprire nuovamente ad un confronto serio e costruttivo. Chiediamo che siano rimosse le azioni intraprese contro le Rsu, contro il sindacato e contro i lavoratori. Invitiamo l’Azienda a fare una dettagliata analisi degli sprechi e delle inefficienze”.