Il figlio di tre anni soccorso con difficoltà dall’ambulanza, a causa della solita sosta selvaggia a Como. Una nostra lettrice, mamma comasca, ha voluto scriverci per raccontarci quanto accaduto sabato 21 settembre, intorno alle 22, quando l’ambulanza chiamata per aiutare il piccolo è stata costretta a districarsi tra mezzi parcheggiati in divieto di sosta.

Sosta selvaggia a Como: “Mio figlio soccorso con difficoltà dall’ambulanza”

Riportiamo di seguito la lettera arrivata alla nostra redazione.

“Sono una cittadina di Como e vi scrivo perché vorrei raccontarvi un fatto gravissimo che è avvenuto sabato 21 settembre che poteva avere conseguenze molto serie, tutto per colpa della inarrestabile sosta selvaggia in via Caniggia, via centrale e vicina a viale Geno. Verso le ore 22 è uscita ambulanza in codice rosso per soccorrere mio figlio di 3 anni.
A causa delle decine di auto messe in divieto di sosta incuranti dei cartelli con tanto di minaccia di rimozione forzata, il mezzo dei soccorsi e gli stessi soccorritori hanno impiegato minuti preziosi sia per trovare spazio dove parcheggiare sia per uscire e correre in ospedale.
Hanno impiegato 20 minuti per districarsi nel traffico, facendo manovre su manovre perché non riuscivano a passare. Hanno dovuto pure far passare pure la barella tra le aiuole. Questa volta non c’era pericolo di vita per il paziente, ma sappiamo tutti che in certe situazioni i minuti fan la differenza per salvare una persona.
È mesi che denuncio la situazione insostenibile della via, sia diurna che notturna, sempre piena di macchine parcheggiate ovunque che causano continui intoppi al traffico. Onestamente è sempre peggio. Credo si sia sorpassato il limite della tollerabilità, in quanto quando si mette a rischio la sicurezza di una persona non è solo un problema di sosta selvaggia, ma diventa un problema di sicurezza pubblica.
Vi scrivo per aiutarmi a dare voce a questa esigenza dei cittadini comaschi, sollecitando una soluzione definitiva da parte della polizia”.