Serata convulsa quella di ieri, venerdì 30 novembre, al Carrefour di viale Giulio Cesare a Como. Tre giovani italiani infatti hanno tentato un furto nel supermercato ma sorpresi hanno aggredito i vigilanti.

Tentano il furto al Carrefour

Intorno alle 23 circa di ieri alla Sala Operativa della Questura di Como è arrivata una segnalazione per una lite all’interno del parcheggio del Carrefour di viale Giulio Cesare. Giunti sul posto, i poliziotti, prendono contatto con gli operatori della sicurezza del supermercato che avevano richiesto l’intervento i quali raccontano che qualche ora prima, durante l’ordinaria attività di controllo, hanno notato due uomini ed una donna che osservavano con particolare attenzione la merce esposta. Alla vista dei due addetti, uno degli uomini chiedeva informazioni sul funzionamento di un oggetto esposto.

Insospettiti dall’atteggiamento dei tre gli operatori della vigilanza, dopo aver mostrato loro il funzionamento dell’oggetto, continuano la loro attività senza però perderlo di vista. E infatti, poco dopo, notano uno degli uomini del gruppetto prendere un oggetto da uno scaffale e occultarlo addosso. Ma, giunto alle casse, alla richiesta di mostrare cosa nascondeva, l’uomo prima nega di aver preso qualcosa e poi si dà alla fuga inseguito dai vigilanti che, intanto, chiamano la Polizia.

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L’aggressione ai vigilanti e l’arresto

Fermato nel parcheggio L. D., italiano del 1997, nel tentativo di eludere un controllo all’arrivo dei Poliziotti, consegna un peluche che nascondeva nei pantaloni, ma quando capisce che non può allontanarsi estrae un coltello e minaccia i due dipendenti del centro commerciale, cercando di allontanarsi a bordo della propria auto. Nel frattempo sopraggiungono B. M., italiana del 1999, e L.M., italiano del 1998, che erano con lui nel supermercato, che per assicurarsi la fuga colpiscono con calci e pugni i due addetti alla vigilanza. Prontamente bloccati dall’arrivo di una volante, i tre ragazzi vengono accompagnati in Questura per gli accertamenti di rito e arrestati per rapina impropria e associati alle camere di sicurezza della locale Casa Circondariale.

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