Terrore a scuola: uomo va con l’auto sulle scale dell’istituto.

Terrore a scuola a Cantù

Ha patteggiato un anno di reclusione con pena sospesa obbligo di sottoporsi ad un percorso di cure sanitarie specifiche, il cittadino canturino di 50 anni G.R. residente in via IV Novembre, che lunedì mattina era entrato all’istituto Enaip di via XI febbraio dopo aver abbandonato l’auto sui gradini d’ingresso, terrorizzando alunni ed insegnanti inneggiando a Dio ed alla conversione alla cristianità.

L’intervento della Polizia locale

Allertati dalla direzione scolastica sono intervenute due pattuglie del Comando di Polizia Locale, che intercettavano il fuggitivo in via Andina, percorsa dallo stesso in contromano, e dopo una manovra di accerchiamento lo traevano in arresto. Dalla colluttazione due agenti restavano feriti con lesioni guaribili in 15 giorni. Dopo la conduzione presso la camera di sicurezza del Comando per la redazione degli atti di rito, si rendeva necessario l’intervento del 118 stante il persistere dello stato delirante del soggetto che veniva ricoverato presso il reparto di psichiatria del Nosocomio di Cantù.

Il ricovero in ospedale e il processo

A seguito di un piantonamento di 48 ore continue presso l’ospedale in quanto vigeva lo status di arrestato, stamane si procedeva al dibattimento presso il Tribunale di Como dove l’indagato, con precedenti di per violenza privata, furto, porto abusivo di oggetto armi bianche, doveva rispondere dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni aggravate.

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Le parole dell’assessore e del comandante

Grande soddisfazione è stata dimostrata dall’Assessore Antonio Metrangolo che dichiara: “Ringrazio gli agenti per l’ottimo lavoro svolto ed il personale sanitario per la collaborazione e l’umanità percepita durante l’attività di piantonamento in ospedale, come ho potuto personalmente constatare”. Anche il Comandante aggiunge:  “Mi preme sottolineare quanto azioni che possono apparire scontate dimostrano grande professionalità e competenza, sia nelle operazioni di ingaggio del soggetto immobilizzato senza che lo stesso riportasse lesioni  e senza produrre rischi per altri cittadini in ambito urbano, nonché il sacrificio nel dover piantonare per 48 ore l’arrestato senza far diminuire il livello di servizi ordinari grazie alla disponibilità nel compiere doppi e tripli turni di servizio”.

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