Traffico di rifiuti Cantù denunciato un uomo.

Traffico di rifiuti a Cantù

Si è conclusa oggi l’operazione di Polizia Giudiziara denominata “In mala fede”, condotta dagli agenti della Polizia locale di Cantù e tesa al contrasto del traffico illecito e deposito di rifiuti. L’indagine è iniziata alcuni mesi fa a seguito di segnalazioni di cittadini, che avevano notato anomalie nel ritiro di indumenti e rifiuti dai cassonetti solitamente utilizzati per la cessioni ai fini solidaristici ed umanitari di indumenti ed altri oggetti di vario tipo.

L’indagine

Dalla mappatura compiuta nelle scorse settimane gli agenti hanno appreso che sul territorio comunale insistevano alcuni dispositivi non debitamente autorizzati. Pertanto, dagli approfondimenti del caso, è emerso che il ritiro cadenzato del materiale non veniva compiuto da onlus o associazioni all’uopo deputate.

La denuncia

Oggi, a seguito di un servizio mirato nel parcheggio del supermercato Eurospin di via Milano,  è stato fermato S.W., cittadino italiano quarantenne di origine senegalese e residente a Limbiate, intento a prelevare il contenuto dai cassonetti e depositarlo all’interno di un furgone. Questi ha riferito di svolgere attività di recupero di vestiti usati e rifiuti di varia natura, prelevandoli abitualmente da due cassonetti per la raccolta di indumenti. Uno è posizionato in via Milano nell’area di parcheggio del supermercato “Eurospin” e l’altro nell’area di parcheggio del supermercato “Unes” di via Fossano. Ha quindi aggiunto di svolgere questa attività per conto proprio, in quanto gli indumenti recuperati vengono regolarmente da lui depositati presso il suo garage a Limbiate. Qui, dopo una cernita, vengono spediti in Senegal per la rivendita.

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La continuazione delle indagini

Dagli elementi assunti, la Polizia locale ha adottato un provvedimento di sequestro per la successiva confisca del veicolo e dei due armadi metallici, oltre al deferimento all’Autorità giudiziaria del soggetto per traffico illecito di rifiuti non pericolosi,  che prevede  la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o  l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. E’ prevista inoltre una sanzione a chi effettua una spedizione di rifiuti, con la pena dell’ammenda da millecinquecentocinquanta euro a ventiseimila euro e con l’arresto fino a due anni. Le indagini proseguono in queste ore con alcune ispezioni nel Comune di Limbiate con la collaborazione del relativo Comando di Polizia Locale, per l’identificazione ulteriori responsabili ed  ipotesi di reato.

La soddisfazione dell’assessore

Grande soddisfazione è stata espressa dal vicesindaco Alice Galbiati e dall’assessore alla Sicurezza Antonio Metrangolo per  la determinazione operativa dimostrata dal Comando di Polizia Locale, unita a un incisivo acume investigativo a dimostrazione della competenza degli operatori.

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