Tragedia Como. Un intervento in Consiglio comunale a Como dell’assessore ai servizi sociali su quanto fatto in questi anni per la famiglia Haitot.

Tragedia Como: “Dobbiamo riflettere sul nostro ruolo”

“Il gesto di Faycal Haitot è maturato in un contesto di forte destrutturazione della famiglia. – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali Alessandra Locatelli in Consiglio comunale – La crisi sociale dura da molto più di quella economica, è necessario ricalibrare gli interventi sui nuclei in difficoltà. Malgrado tutto ciò che è stato fatto per questa famiglia è fondamentale riflettere sul nostro ruolo e continuare ad aiutare i molti nuclei fragili che ogni giorno sono assistiti dai nostri servizi sociali. Credo che su questo tipo di temi ci troviamo tutti d’accordo”.

L’ultimo pensiero dell’assessore è poi andato alle creature che oggi non ci sono più e ad una mamma che oggi si trova da sola, nella sua già fragile condizione. L’assessore Locatelli ha poi lasciato la parola alla dirigente dei servizi sociali del comune di Como. La dottoressa Gualdoni è quindi intervenuta con una dettagliata relazione su quanto i servizi comaschi hanno fatto per questa famiglia in questi anni.

Il lavoro dei servizi sociali in questi anni

Da quanto emerge dal 2014 il comune pagava 700 euro al mese per la casa e le utenze domestiche. “C’è stata una presa in carico costante del nucleo, diversi gli interventi a favore della famiglia come la Borsa Lavoro per aiutare Haitot per un inserimento lavorativo – ha sottolineato la dirigente – Nessun contratto però ne è seguito”.

La famiglia inoltre è stata aiutata con la gestione dei figli. “Siff è stato affiancato fin dalla scuola materna nel percorso scolastico. Inoltre vi era l’esonero dal pagamento della mensa e per la frequenza all’asilo della piccola” ha spiegato la Gualdoni.

Poi sarebbero emersi i problemi all’interno della coppia. “Nell’ottobre 2016 è stato aggiunto l’intervento educativo domiciliare per monitorare la situazione e sostenere la coppia nel ruolo genitoriale. L’intervento è stato condiviso e accolto da entrambi i genitori. A gennaio c’è stato l’aggravarsi del clima familiare con conseguente segnalazione alla Procura della Repubblica. Ne sono seguiti interventi a tutela dei minori, in accordo con Haitot”.

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Il 9 febbraio scorso l’uomo ha poi provveduto a trovare una sistemazione temporanea per la famiglia presso un parente in Piemonte. La Gualdoni ha quindi sottolineato che “furono fornite risorse e strumenti, nonché un contributo economico straordinario per questa situazione”. L’aggravarsi condizioni psichiche della madre, ha portato al momento del ricovero. Quindi il 24 febbraio dal Tribunale dei Minori c’è stato l’affido al comune di Como dei piccoli. Ne sono seguiti colloqui con entrambi i genitori, aggiunti servizi specialistici come Spazio Neutro per garantire le visite della mamma ai bambini. Ma anche la frequentazione dei piccoli al centro diurno dell’Associazione Cometa, l’educativa domiciliare, il pagamento della mensa e il mantenimento di costanti rapporti con le scuole.

Il cambio di atteggiamento dell’uomo

E’ a questo punto che la dirigente Gualdoni segnala un cambiamento nell’atteggiamento dell’uomo verso i servizi sociali. “E’ nata una progressiva totale chiusura a seguito del rifiuto da parte dei servizi dell’erogazione di un contributo economico in cash. Da quel momento ne è seguito il rifiuto di Haitot del pacco alimentare della Caritas per uno screzio. A quel punto ha ritirato i bambini dal centro diurno” ha sottolineato la dirigente. La stessa il 20 giugno scorso aveva avuto un colloquio con Haitot e un legale. A luglio e agosto è continuata la chiusura rispetto alla rete e agli operatori.

“Malgrado ciò i servizi sociali hanno mantenuto i contatti con i volontari che continuavano a sostenere la famiglia per monitorare la situazione” ha spiegato Gualdoni. Quindi il 25 agosto l’autorità giudiziaria ha convocato per il 16 ottobre il padre. A settembre i servizi sociali hanno appurato infine che con l’inizio del nuovo anno scolastico nessuno dei bambini aveva ripreso la frequenza. “Per questo motivo i servizi avevano proposto una risorsa alla famiglia che potesse portare avanti e indietro da scuola i piccoli”, con l’obiettivo di aiutare Haitot nella ricerca del lavoro. L’ultimo incontro con la famiglia era stato fissato per il 24 ottobre.