Dolore e lacrime, non poteva essere altrimenti. Oggi, sabato 13 luglio, nella chiesa parrocchiale di Canzo la famiglia e gli amici di Lorenzo Roncari, solo 18 anni, lo hanno salutato per l’ultima volta.

La tragedia in cui ha perso la vita Lorenzo Roncari

Il giovane è morto la scorsa domenica dopo essere stato investito da un’auto alla cui guida c’era un amico. La fine della serata si è trasformata in una tragedia: intorno alle 3, è stato travolto sulla Strada provinciale 41 a Longone al Segrino, vicino al Lido. Sul posto si sono subito portate un’ambulanza della Sos di Canzo e l’elisoccorso. Il giovane è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Erba, ma purtroppo non ce l’ha fatta. Era molto conosciuto sia a Canzo che a Erba. Classe 2000 ha frequentato il liceo scientifico Galilei di Erba.

Dolore e lacrime per l’ultimo saluto

Intorno alle 14.45 è arrivato il feretro del ragazzo. Alla cerimonia non hanno voluto mancare tanti giovani che conoscevano Lorenzo, tra loro anche i ragazzi del Rugby Lecco, squadra dove aveva militato nel settore giovanile. La bara dello sfortunato 18enne è stata riempita con diversi pensieri.

“Un dolore che pesa come un macigno”

Durante l’omelia a prendere parola è stato don Giovanni Colombo: “Questo dolore pesa come macigno sul cuore. Questi sentimenti sono insopportabili ma pensiamo che ora è con Dio e ha trovato la pace. Tutti i cristiani dovrebbero sperare di trovare la serenità attraverso la morte, anche noi dobbiamo mantenere la speranza in questo momento. Ho visto tanto affetto e solidarietà nei confronti della famiglia di Lorenzo, sono stati tanti gli amici che hanno voluto ricordarlo scrivendo dei pensieri per lui. Sono tutte cose che rendono un po’ meno doloroso questo momento. Ora lasciamo tutto nelle mani di Dio, la fede ci dice di fidarci. Lo stesso Lorenzo si poneva interrogativi esistenziali sulla vita: qual è lo scopo della mia vita? Qual è il mio ruolo? Ora ha trovato tutte le risposte ed è in pace insieme al Signore”.

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Lo zio: “Avremmo dovuto fare più cose insieme”

Sul finale della cerimonia funebre sono state proiettate alcune foto di Lorenzo, partendo da quando era piccolo. A prendere parola è poi stato lo zio, Marco Conti: “A 18 anni si ha voglia di spaccare il mondo con le mani. Avremmo dovuto fare più cose insieme, mi spiace non averlo fatto ma lui sapeva che io c’ero sempre. Coltiviamo l’importanza del fare, è questa la lezione che abbiamo imparato”.

Il feretro trasportato da sorella e amici fino al cimitero

Tanti appluasi hanno accompagnato l’uscita dalla chiesa del feretro. La sorella, insieme agli amici di Lorenzo, ha voluto portare la bara sulle proprie spalle per accompagnarla fino al cimitero dove Lorenzo verrà sepolto.