Cena della Vigilia o pranzo di Natale? Il 25 dicembre, tra tutte le solennità cristiane, è la festa per eccellenza della famiglia che si riunisce intorno all’altare della tavola per celebrare la Natività di Gesù. La cena della Vigilia è un simbolo di attesa e di armonia familiare, mentre il pranzo è un segno di ringraziamento e di comunione. All’originario significato, nel tempo si è aggiunto quello della festa moderna, caratterizzata da una ricca cena detta appunto della Vigilia con lo scambio di regali allo scoccare della mezzanotte e da un sontuoso pranzo il giorno del Natale.

Cena della Vigilia o pranzo di Natale?

Se si sceglie di festeggiare alla Vigilia, è bene ricordarsi che sarebbe opportuno preparare una cena «di magro». La Vigilia del Natale infatti per la religione cattolica è uno dei momenti più sacri dell’anno. Nel Decreto Conciliare di Trento (4 dicembre 1563) vennero indicati i giorni in cui i cristiani erano invitati a praticare l’astinenza dalle carni e il digiuno. Tra questi c’erano anche le vigilie delle grandi solennità religiose, fra cui quella del Santo Natale.

Tradizione cattolica

Da allora, si è consolidata nel mondo cattolico la tradizione di sedersi a tavola il giorno della Vigilia per un solo pasto (a mezzogiorno o alla sera) astenendosi rigorosamente dalle carni e l’antico divieto costituisce tutt’oggi un richiamo a consumare cibo austero. I piatti tradizionali devono dunque essere a base di prodotti ittici e di ortaggi. A Napoli ad esempio nella cena della Vigilia non può mancare il capitone, mentre in alcune regioni settentrionali il salmone è sempre presente a tavola.

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Carne protagonista

Al contrario, il pranzo di Natale deve essere importante, ricco, opulento, servito sul miglior servizio di piatti presente in casa. Con grandi vini e da concludere con il dolce. La carne deve essere la protagonista sotto forma di ripieno nei primi come agnolotti, ravioli, lasagne o cannelloni. Oppure per i secondi: arrosti, brasati e polpettoni e per concludere frutta secca e dolci. Il panettone e il pandoro sono grandi classici, che si possono però declinare in mille varianti: farciti con creme diverse, oppure riutilizzati per altre ricette.