La scrittrice degli animali è di Como. L’ultima storia la narra Amelia Impellizzeri nel suo nuovo romanzo “Inseguendo l’arcobaleno” che è già un best-seller, dove la dura realtà attuale dei non vedenti si mescola con l’invenzione sullo sfondo fiabesco del lago di Como, cornice nostalgica dei suoi luoghi d’origine.

La scrittrice degli animali è di Como

Gli animali da sempre non sono stati solo un ostacolo dell’uomo nella lotta per la sopravvivenza, ma sono anche i suoi più stretti alleati, si sa. In particolare, ci sono animali che hanno aiutato gli esseri umani con disabilità a condurre una vita più indipendente e autonoma. Fra questi si distinguono i cani guida per i ciechi. Cani che dopo un lungo addestramento, entrando in simbiosi con i loro compagni di vita umani, diventano i loro occhi e i loro navigatori.
Si potrebbero raccontare migliaia di storie di queste vite a due, storie tanto emozionanti quanto irte di ostacoli e discriminazioni, su cui è ancora necessario sensibilizzare le persone.

Non vedenti e cani guida un legame d’amore

Una di queste ce la narra Amelia Impellizzeri nel suo nuovo romanzo che è già un best-seller, dove la dura realtà attuale dei non vedenti si mescola con l’invenzione sullo sfondo fiabesco del lago di Como, cornice nostalgica dei suoi luoghi d’origine. È la storia di un’amicizia fra un bambino, Ivano – che ha perduto la vista per un terribile trauma emotivo – e quello che diverrà il suo cane guida.
Il cane lupo Fiammella, reduce da maltrattamenti, dopo un incontro fatale, accompagnerà il bambino lungo un sofferto percorso di guarigione.
Una storia simile è accaduta all’autrice stessa da piccola: a causa delle conseguenze di una parotite infantile ha sviluppato una parziale disabilità uditiva che le ha creato, un senso di isolamento psichico-emotivo e di disagio.
Un incontro “fatale” con un randagio, poi da lei adottato, ha segnato la svolta per lei e l’inizio di un percorso letterario e di militanza sui diritti animali, che è passato anche per la sua professione di avvocato.

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La nota autobiografica

La scrittrice ha sempre coltivato un rapporto particolare di empatia naturale e mutuo aiuto con gli animali e ne ha fatto una ragione di vita e una fonte di ispirazione artistica, fino a diventare nota al pubblico come “la scrittrice degli animali”. Ha firmato alcuni best seller ricevendo riconoscimenti come il Premio Braille 2012 trasmesso da Rai Uno e la Menzione Speciale per un suo romanzo al Festival del Cinema di Roma (2016).
Successivamente, nel corso della stesura di racconti veri di animali, pubblicati dalla Mursia, ha pensato di contattare il Centro Cani Guida Helen Keller di Messina e Polo Nazionale di autonomia, che l’ha accolta a braccia e zampe aperte e che oggi patrocina il romanzo. L’autrice, in sostanza, si è sentita accolta e compresa interiormente da chi, non vedente, a differenza dei “vedenti” è riuscito a “vederla” nella sua integrità per quello che lei sente di essere, e per ciò che lei è realmente e fondamentalmente.

“Ambasciatrice morale”

Da qui ha avuto origine un suo percorso di crescita spirituale e di profondo affetto, amicizia e stima con il Presidente Giuseppe Terranova, sino a diventarne “Ambasciatrice morale”, e con alcuni non vedenti come Francesca Di Natale, affidataria di Venere, in copertina. Tutti i suoi libri si basano su vicende avventurose ed emozionanti vere di animali collegati con la disabilità (gatti, cani guida, autismo e ippoterapia, cane antidroga, Beagles di Green Hill). Non manca mai, nelle sue opere, anche l’intreccio appassionante di protagonisti umani che ruotano assieme a quelli animali, coi loro conflitti, le loro speranze, le loro storie…