Dal 12 luglio al 4 agosto a Como, presso la ex chiesa di San Pietro in Atrio, si terrà la mostra di arte contemporanea “Interference”. Sette gli artisti internazionali che partecipano alla collettiva con oltre venti opere, alcune delle quali appositamente realizzate per la mostra.

Fabrizio Bellanca, ‘New-Trinity’

Mostre a Como: “Interference” a San Pietro in Atrio

Obiettivo portare le proprie riflessioni sull’interferenza che le tecnologie moderne hanno nella nostra vita. Un tema su cui gli artisti si confrontano raramente ma che richiama importanti e urgenti riflessioni: le grandi innovazioni tecnologiche degli ultimi dieci anni hanno infatti cambiato sempre più il modo in cui gli essere umani comunicano tra loro. Ma, oltre ad averci fatto sviluppare nuovi comportamenti, queste tecnologie ci fanno svelare e condividere una quantità sempre crescente di informazioni su chi siamo, cosa facciamo e quando lo facciamo.

Duvier del Dago, ‘Adán y Eva’

Come si inseriscono queste innovazioni nella vita di ognuno di noi? Ci ostacolano o sono utili?  L’interferenza delle tecnologie moderne suscita implicazioni etiche e morali riguardo alla violazione della privacy della nostra sfera umana.

La stessa sede della mostra, una ex chiesa, ricopre un importante ruolo simbolico: un tempo rappresentava il luogo di riferimento in cui persone e comunità, in carne e ossa, si incontravano e comunicavano. Roberta Gonella, curatrice della mostra e fondatrice di Visionary Art Trends con sede a Zurigo, commenta: “Nel corso dei secoli, la chiesa ha rappresentato il modo dell’umanità per comunicare alla sua gente. Ora quella forma di comunicazione molto umana è minacciata dalla nostra era tecnologica. Quale luogo è più adatto quindi per organizzare una mostra incentrata su questo confronto, se non questa bella chiesa di Como?”.

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Hongtao Zhou, ‘Textscapes’

Si va dalla “Vigilance” e all’abuso della tecnologia di Sheila Elias, alle colonne sonore con l’idea di un’interferenza basata su telefonate provenienti da tutto il mondo di Andres Levin, fino alle raffigurazioni di Fabrizio Bellanca che pongono l’attenzione sulle telecamere di sorveglianza e sull’arrivo di droni in città. E ancora ci saranno i Textscapes di varie città del mondo di Hongtao Zhou, il progetto Adàn y Eva che affronta il tema della conservazione della specie umana e della necessità del genere umano di tornare allo stato primordiale di Duvier del Dago, l’approfondimento di Nicholas Berdysheff su tecnologie utilizzate da enti governativi e regolatori per pratiche quotidiane di sorveglianza e il rapporto tra l’uomo e l’ambiente rappresentato da Julio Figueroa Beltran.

 

In copertina: Julio Figueroa-Beltran, ‘The Intruder’