Anche quest’anno, Zelbio ospita il festival “Zelbio cult – Incontri d’autore su quell’altro ramo del lago di Como”, giunto alla dodicesima edizione e organizzato da un gruppo di amici, in collaborazione con la Pro Loco e la Biblioteca comunale di Zelbio. Motore e ideatore del programma è Armando Besio, giornalista di lungo corso a Repubblica e da sempre innamorato del paese natale di madre: insieme hanno deciso di farlo diventare il palcoscenico di incontri colti e divertenti, invitando protagonisti del mondo culturale, mischiando i generi e giocando con le contaminazioni.

Zelbio Cult: il programma degli incontri

Quest’anno il festival viene inaugurato domenica 30 giugno con una serata musicale in collaborazione con il Festival di Bellagio e del Lago di Como: nella chiesa parrocchiale di San Paolo con l’Orchestra milanese “I pomeriggi musicali” esegue musiche di Albinoni, Gemiani, Bach Dvorák con la direzione di Mario Roncuzzi.

Sabato 6 luglio si iniziano gli incontri: Lucetta Scaraffia racconta “Tra terra e Cielo” (Marsilio), l’avventura di Francesca Cabrini, la piccola grande suora lombarda nata nel 1850 a Sant’Angelo Lodigiano che, alla fine dell’Ottocento attraversò l’oceano Atlantico per ben 28 volte decisa a portare aiuto agli emigrati italiani nelle Americhe. La chiesa cattolica la celebra come “santa patrona dei migranti”.

Torna poi a Zelbio la figura della poetessa Antonia Pozzi: sabato 13 luglio è sul palcoscenico Elisabetta Vergani con lo spettacolo teatrale “L’infinita speranza di un ritorno. Vita e poesia di Antonia Pozzi”. Figlia unica di una famiglia dell’alta borghesia milanese, la poetessa morì suicida a 26 anni nel 1938 senza aver mai pubblicato una sola poesia. Studiò Filosofia all’Università Statale e si inserì nella vita culturale milanese degli anni Trenta, avendo per compagni di studio alcuni tra i futuri protagonisti della cultura del Novecento. Nella sua esperienza umana convissero l’immenso amore per la natura e la montagna e il difficile rapporto col mondo maschile ed intellettuale della propria epoca. È sepolta nel piccolo cimitero di Pasturo, in Valsassina, sotto le sue amate Grigne.

Si prosegue venerdì 19 luglio con la conferenza per immagini “Leonardo e l’energia della natura”: lo storico dell’arte Stefano Zuffi torna a Zelbio, con una serata dedicata a Leonardo da Vinci, in concomitanza con la ricorrenza dei cinquecento anni della sua scomparsa.

Sabato 27 luglio si parla di Italia e di italiani partendo dal saggio “La Penisola che non c’è – La realtà su misura degli italiani” (Mondadori): il sociologo e sondaggista Nando Pagnoncelli – presidente di Ipsos Italia, ospite della trasmissione tv “Di martedì” e firma del “Corriere della Sera” – ci racconta alcune incongruenze del nostro Paese. Partendo da una analisi precisa su cosa sia “l’opinione pubblica”, Pagnoncelli la tratteggia come “protagonista” indiscussa dei nostri tempi perché ottenerne il consenso è di vitale importanza per leader e partiti politici, che spesso modellano la propria azione solo in vista di questo obiettivo. Da qui la necessità di sapere cosa pensano, desiderano e sognano i cittadini, ossia i potenziali elettori, salvo scoprire che le loro opinioni sono profondamente contraddittorie e di rado, almeno nel nostro paese, rispecchiano la realtà.

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Sabato 3 agosto spazio per un racconto dedicato al Ticino con “Angeli, Arcangeli e demoni del Ticino”: il celebre architetto Mario Botta, già ospite di Zelbio, narra le grandi bellezze della Svizzera Italiana e ci porta a riscoprire e valorizzare un grande patrimonio di tradizioni, cultura e arte presente sul territorio cantonale.

Sabato 10 agosto una serata di parole, immagini e musica che partono da Zelbio e volano in Spagna: Giuseppe Pizzala è “Uno zelbiese alla guerra di Spagna”, ebanista emigrato in Sud America, rimandato in Italia perché rivoluzionario e poi ripartito per la Spagna dove si arruolò come volontario per sostenere il governo repubblicano contro l’insurrezione militare sostenuta da Mussolini e da Hitler. Antifascista, partecipò alla guerra civile spagnola dal 1936 al 1939, fino alla totale sconfitta della Repubblica e all’inizio dei successivi 35 anni di dittatura franchista. Riparò poi in Francia, dove proseguì la difesa della democrazia contro i nazisti combattendo tutta la II guerra mondiale come volontario nell’esercito francese. Claudio Rossi – che ha vissuto lunghi anni in Spagna approfondendone la storia e che attualmente collabora con l’Istituto “Ferruccio Parri” di Milano (Ex Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia) – ha recuperato documenti e testimonianze di questa vita avventurosa, di cui è rimasta scarsa memoria.

Si prosegue sabato 17 agosto con il ritorno di un affezionato amico del festival: Gianni Clerici racconta la sua straordinaria collezione di quadri e sculture, con la storica dell’arte Milena Naldi. La serata “Dall’arte del tennis a il tennis nell’arte” prende spunto dalla recente pubblicazione “Il tennis nell’arte – Racconti di quadri e sculture dall’antichità ad oggi” (Mondadori), in cui il grande giornalista e scrittore traccia una storia divertita e inedita del tennis nell’arte.

Sabato 24 agosto protagonista è sempre l’attualità: in una serata intitolata “Ultimissime notizie”, Giulio Anselmi riflette sulle problematiche dell’informazione attuale, analizzando le motivazioni dell’attuale crisi della carta stampata e le nuove frontiere dell’informazione digitale. È il Presidente dell’ANSA dall’aprile 2009.

La serata conclusiva del Festival è sabato 31 agosto con lo scrittore svedese più noto in Italia, e che ama il Belpaese: Bjorn Larsson – scrittore, traduttore e appassionato velista – racconta della sua ultima pubblicazione “La lettera di Getrud” (Iperborea), un romanzo sulla storia e sull’identità, su come questa venga costruita e in parte imposta, sui limiti della libertà umana. Il romanziere che è diventato famoso a livello internazionale con “La vera storia del pirata Long John Silver” e “Il cerchio celtico” passa ad una nuova tematica, il dramma della persecuzione degli ebrei legato alla questione dell’identità. Larsson è docente di letteratura francese all’Università di Lund, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista: ama l’Italia e parla perfettamente italiano.