Villa Erba ieri, 24 giugno, ha ospitato l’annuale assemblea di Confartigianato Como, la 73esima del gruppo e la prima guidata dal nuovo presidente Roberto Galli. Presenti anche il presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco Marco Galimberti, il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e il sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni.

Confartigianato, laboratorio di idee

A prendere la parola è stato Marco Galimberti, ex presidente del artigiani e oggi a guida della Camera di Commercio di Como e Lecco. “Dobbiamo essere la cabina di regia delle tante iniziative che vengono proposte sui territori di Como e Lecco. E’ un percorso che dobbiamo costruire, il mio invito è di essere sempre presenti e nel cercare di dare il proprio contributo ai progetti. Camera di commercio è aperta a qualsiasi iniziativa: su questo foglio bianco dobbiamo scrivere tutti”.

Gli ha fatto eco il suo successore, Roberto Galli, che ha spiegato: “Il Paese sta vivendo profonde trasformazioni sociali ed economiche, si avverte però un vuoto tra il cambiamento e le Istituzioni che dovrebbero governarlo; in questo frangente, la rappresentanza degli interessi d’impresa deve tornare ad esser l’interlocutore privilegiato e motivo di aggregazione tra imprenditori”.

Quindi prosegue: “Veniamo da un periodo di grandi difficoltà economiche e finanziarie e l’illusione di una lieve ripresa dello scorso anno, rischia di smaterializzarsi in questo altalenante 2019. Il panorama internazionale è estremamente complesso, i precari equilibri di molti Paesi acuiscono ancor di più le nostre preoccupazioni. La Brexit, le sanzioni russe, i dazi di Trump e il contesto europeo aggiungono ulteriori tensioni ai mercati internazionali, limitando la diffusione dei prodotti italiani che comunque, si confermano come tra i più apprezzati per qualità, eccellenza e valore aggiunto: cose ben fatte, cioè Made in Italy. La candidatura UNESCO di Como tra le città creative per l’artigianato è un’orgogliosa riconferma di queste peculiarità. Oggi non ritroviamo un’Europa forte e pronta a sostenerci, ma un’Istituzione sempre più impegnata a regolamentare il proprio interno, piuttosto che adottare delle strategie a misura di piccola e media impresa”.

E conclude: “Il mercato interno è in stallo, ciò nonostante tanti imprenditori sono pronti a scommettere su investimenti e produttività, ma il periodo di recessione tecnica, le previsioni di crescita estremamente risicate ed il clima di grande prudenza prevalgono sulle più rosee previsioni”.