Rilevante il calo dei lavoratori in cassa integrazione a Como nel I Quadrimestre 2018: -446, rispetto al I quadrimestre 2017.

Il settore tessile e quello della metallurgia

Ancora una volta è il settore tessile a pesare nella richiesta di cassa integrazione ordinaria nel primo trimestre 2018 nelle Province
di Como e Lecco rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso:

Como + 66,4 % cassa integrazione ordinaria settore tessile
Lecco + 89,1 % cassa integrazione ordinaria settore tessile

Mentre, la cassa integrazione ordinaria nelle aziende della meccanica e metallurgia nelle due Province diminuisce:
Como -78,8 % cassa integrazione ordinaria settore meccanica e metallurgica
Lecco -82,9 % cassa integrazione ordinaria settore meccanica e metallurgica

L’edilizia

La cassa integrazione diminuisce in tutti settori produttivi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nelle due Province,
tranne che nel settore dell’edilizia per quanto riguarda le aziende della Provincia di Como:
Industria: Como -41,5%; Lecco 45,0%.
Edilizia: Como +66,3%; Lecco -15,8%.
Artigianato: Como -100,0%; Lecco -100,0%.
Commercio: Como -60,8%; Lecco -100,0%.
Rilevante il calo dei lavoratori in cassa integrazione nel I Quadrimestre 2018, Como -1.082, Lecco -446, rispetto al I quadrimestre 2017.

Il segretario

“Il 4° rapporto UIL del Lario, conferma la flessione della richiesta di cassa integrazione totale da parte delle aziende comasche e Lecchesi. Ancora una volta è da sottolineare che i dati sono carenti delle ore autorizzate di FIS e altri Fondi di Solidarietà, dati non diffusi dall´Inps, oltre alle prestazioni erogate dal Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Fsba)” spiega il segretario Salvatore Monteduro”. Altro dato che è da considerare nell’analisi della cassa integrazione è l’abrogazione della cassa in deroga, che ha fortemente inciso, quantitativamente, sui dati nel passato e, dall’altra, l’introduzione di un costo più elevato della straordinaria. Detto ciò, i dati relativi all’utilizzo della cassa integrazione nei due territori evidenziano che se si può parlare di una ripresa economica più marcata per le imprese metalmeccaniche non lo è allo stesso modo per quelle tessili e il settore dell’edilizia che continuano a vivere una situazione di incertezza. Preoccupa la situazione del Paese che a più di 2 mesi dalle elezioni non ha ancora un governo che possa aiutare il sistema produttivo ad essere più competitivo attraverso investimenti in infrastrutture e innovazione e che aiuti a sostenere la crescita e quindi un’occupazione stabile e duratura”.

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