Al via il prossimo 22 gennaio in provincia di Como il primo appuntamento della nuova iniziativa targata Circolo delle Imprese “Il Circolo in Fabbrica. Alla scoperta della manifattura italiana”.

Nuova frontiera

Nel tipico spirito imprenditoriale si passa subito dalle parole ai fatti, nemmeno un mese fa l’annuncio del presidente Alessandro Fiorentino del nuovo progetto e ora prende forma la fitta agenda di appuntamenti per il 2019. In programma ci sono 15 eventi che toccheranno le province lombarde di Cremona, Pavia e Varese, giusto per citarne qualcuna, ma anche, in linea con lo spirito itinerante del Circolo, Piemonte e Liguria. Tante e afferenti a diversi settori, quali il mondo dell’acciaio e dei servizi passando per food e cosmesi fino alla meccanica di precisione, le realtà imprenditoriali coinvolte, che si sono rese disponibili ad aprire le porte delle proprie aziende per raccontare esperienze di talento, per far toccare con mano che fare buona impresa in Italia non solo è possibile ma è una realtà tangibile. In un momento storico in cui chi mette in gioco il proprio talento per costruire qualcosa di buono per sé e per la società viene definito dall’attuale politica come un “prenditore” anziché un imprenditore, il progetto del Circolo ha lo scopo di mostrare esattamente il contrario, cioè accendere i riflettori su quella parte vivace del Paese capace, grazie a creatività e genialità, di creare valore.

Alla scoperta delle aziende

Attraverso questa iniziativa il Circolo porterà gli imprenditori all’interno di un’azienda ospite che racconterà la propria esperienza: «Ci saranno momenti strutturati direttamente in azienda – spiega il presidente Fiorentino – Ogni macrozona ha l’obiettivo di organizzare un numero di eventi in azienda, degli aperitivi di network. Saranno dei veri e propri pomeriggi territoriali dedicati alla scoperta delle realtà produttive di un determinato territorio». “Il Circolo in Fabbrica” prende forma grazie alla volontà di valorizzare il talento imprenditoriale, quello scatto che c’è nell’imprenditore nel creare e generare ricchezza, nel creare occupazione, che viene riconosciuto come un grande valore per la società intera. «Andremo ad ascoltare l’imprenditore a casa sua – prosegue Fiorentino – scoprendone la ricchezza della realtà produttiva, portando, cosa assolutamente non scontata, le persone a conoscere cosa c’è dietro le realtà produttive. E’ un progetto nel quale crediamo molto». E proprio nella capacità di ascoltare si definisce il metodo con cui il Circolo sta sul territorio, per poter cogliere la domanda sempre viva che emerge dalle realtà produttive con la quale anche la politica deve confrontarsi per poter costruire una proposta che non esuli dalla realtà ma sia concretamente figlia di un certo tipo di rapporto con il territorio. Di questo tema parla il presidente Fiorentino sottolineando la vicinanza del Circolo alla buona politica: «Per i politici che sono attenti alla realtà il Circolo è uno strumento a disposizione. Alla politica interessa tutta la realtà perciò anche la parte più produttiva, quindi gli imprenditori che con il loro talento creano valore». Ecco dunque che il Circolo delle Imprese, attraverso questo nuovo progetto, mette in luce un sistema virtuoso di imprenditori che collaborano tra loro e di buona politica che sostiene questi imprenditori.

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Serve una politica sana

Spiega infatti il direttore generale del Circolo, nonché consigliere regionale, Gabriele Barucco che «è fondamentale abbinare un sano associazionismo a una sana politica, perché solo in questo modo è possibile alzare il livello del confronto e dare delle risposte concrete». «La vera politica – aggiunge Barucco – è quella fatta in mezzo al territorio, in mezzo alle imprese. In una regione come quella lombarda, descritta dal suo tessuto imprenditoriale, il compito della politica dev’essere quello di far emergere il talento dell’imprenditore». Perché, come ha sottolineato l’europarlamentare Massimiliano Salini in un recente intervento a un evento del Circolo, «la vera novità che ci si può aspettare in un momento come questo è che qualcuno tratti con intelligenza il tentativo di chi fa impresa. Il compito della politica è recuperato da realtà come quella del Circolo. La politica deve saper ascoltare e creare le condizioni perché il talento di chi fa impresa possa realizzarsi». In un momento in cui la partita culturale e politica sembra articolarsi attorno al tema della paura e dello sconforto, iniziative come questa rappresentano un’apertura di speranza, raccontano un’altra storia, quella dell’Italia buona che c’è e con il suo talento può tornare a fare grande il Paese. Per rimanere aggiornati sul programma del “Circolo in Fabbrica” consultare il sito del Circolo delle Imprese, www.circolodelleimprese.it, e i relativi canali social.