In occasione del convegno “Dalla forza del talento, il coraggio di cambiare. Ripartiamo dal territorio per costruire l’Italia e l’Europa di domani” organizzato a Lariofiere da Forza italia e Ppe, hanno preso parola anche alcuni imprenditori di due settori fondamentali dell’economia comasca. Questi hanno parlato di Legno Arredo e tessile in crisi, anche attraverso dati molto significativi.

Legno Arredo e tessile in crisi: export del mobile -50% dal 2014

All’incontro ha preso la parola Massimo Moscatelli, rappresentante di Legno Arredo. “Nel 2014, il fatturato dell’esportazione del settore Legno Arredo era di 79milioni di euro. Nel 2018 è di 37milioni, abbiamo perso il 50% in quattro anni – ha sottolineato Moscatelli – Chiediamo ora ai nostri politici di rifare partire il mercato italiano. Il nostro mondo è composto in gran parte da piccole e medie imprese e da queste dobbiamo partire. Abbiamo assistito per tanti anni alla fuga dei cervelli. Adesso c’è anche la fuga delle mani perché gli italiani sono quelli che lavorano meglio”.

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Emorragia di posti di lavoro nel tessile

Toni molto simili sono stati usati nel suo intervento al convegno da Andrea Taborelli, imprenditore dell’omonima tessitura comasca. Quest’ultimo ha portato alla platea i dati occupazionali del tessile dalla metà degli anni Cinquanta ai giorni nostri. “Il tessile dal Dopoguerra ad oggi ha perso più di 600mila dipendenti. Dal Dopoguerra al 1991 sono sempre stati poco più di un milioni; il tracollo è stato da quell’anno ad oggi. Nel 2001 sono scesi a 750mila circa fino ad oggi che si attestato intorno ai 500mila”. Come risollevarsi? “Quello che vogliamo è lottare ad armi pari. Vorremmo trasparenza e tracciabilità”.

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