E’ di qualche giorno fa la notizia delle tre scuole superiori comasche entrate a far parte della sperimentazione del Miur per il diploma in 4 anni. Tra queste anche l’ISIS Paolo Carcano, meglio conosciuto come Setificio, che propone il corso in “Chimica e materiali per le tecnologie tessili”, esemplare unico in Italia.

Diploma in 4 anni: “Una necessità arrivata dal territorio”

Cento scuole in Italia per l’anno scolastico 2018/19 proporranno in differenti corsi di studio il diploma in 4 anni. Tra queste c’è anche il Setificio che, per l’occasione, torna alle origini in un legame indissolubile con le aziende tessili del territorio.

A presentare questa mattina di fronte alla stampa il corso Andrea Taborelli (Presidente Gruppo Filiera Tessile Unindustria Como), Roberto Peverelli (Dirigente scolastico del Setificio), Graziano Brenna (Presidente onorario Fondazione Setificio) e Andrea Ferrari (Presidente Fondazione Setificio). Rappresentanti di diversi gruppi del territorio che però hanno fatto intendere all’unanimità come fosse necessario tornare alle origini e reinserire in un percorso scolastico la formazione di periti chimici per l’industria tessile.

“Proprio il territorio ci ha segnalato in modo sempre più evidente negli ultimissimi anni uno scenario con una preoccupante carenza di tecnici e manager con una formazione in chimica tintoria, l’anello imprescindibile della nobilitazione tessile. Approfondita e discussa questa situazione in seno alla Fondazione e con la dirigenza del Setificio, la scuola ha deciso di intraprendere un sistema innovativo e virtuoso per colmare questa necessità” ha spiegato Andrea Ferrari.

Non a caso da recenti studi di Confindustria il fabbisogno complessivo del comparto tessile, abbigliamento e moda per i prossimi cinque anni è di almeno 47mila addetti, di cui oltre 19mila diplomati e oltre 3mila laureati. Eppure gli iscritti a corsi di istituto tecnico coerenti con queste necessità in tutta Italia sono poco più di 2mila.

“E’ in questo contesto, proprio mentre stavamo progettando come reinserire rinnovandolo questo percorso di studi al Setificio, che è stato presentato il bando per la sperimentazione quadriennale – ha spiegato il dirigente scolastico Peverelli – La proposta didattica approvata dal Miur è stata preparata dai nostri stessi insegnanti, dai rappresentanti della Fondazione e di Unindustria Como”.

Il nuovo corso di studi

Ogni anno da Como vengono esportati in tutto il mondo tessuti e accessori per un valore superiore a 1 miliardo e 400milioni di euro. Eppure ad oggi alle aziende del territorio, fiori all’occhiello del made in Italy a cui si rivolgono le maggiori case di moda italiane e straniere, manca personale specializzato.

“Per il futuro di questo meraviglioso patrimonio di competenze presente nel territorio e che lo qualifica in tutto il mondo è decisivo investire nel capitale umano e soprattutto nei giovani – ha spiegato Andrea Taborelli – Occorrono specialisti non solo nelle fasi di creazione del prodotto ma anche in quelle di produzione e nobilitazione del tessuto”.

Non facile condensare tutto questo in quattro anni e soprattutto, come richiesto dal Miur, non riducendo il monte di ore scolastiche in modo significativo. “Il corso di ‘Chimica e materiali per le tecnologie tessili’ è impegnativo ma ci ha dato modo di ripensare totalmente il modo di fare e stare a scuola” ha sottolineato il dirigente scolastico.

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Il corso, al quale i ragazzi potranno iscriversi fino al prossimo 6 febbraio, si articolerà su 36 settimane di scuola annuali (invece delle tradizionali 33). Inizieranno quindi una settimana prima a settembre e finiranno due settimane dopo d’estate. Settimanalmente affronteranno 36 ore di scuola il primo anno e 35 i restanti tre.

–> “I genitori devono cominciare a considerare intelligente iscrivere i propri figli in scuole professionali e tecniche” spiegava un imprenditore comasco qualche settimana fa su Rtl 1025. 

Nel complesso il primo anno è un raccordo con le scuole medie, al quale seguirà un biennio di specializzazione e un ultimo anno di approfondimento e raccordo con l’università o il mondo del lavoro. Questo tipo di percorso infatti non precluderà la possibilità di iscriversi all’università.

Rimodulati e coordinati in modo innovativo i contenuti dei diversi insegnamenti, parte fondamentale sarà l’alternanza scuola lavoro introdotta fin dal secondo anno. “Molte aziende si sono spese per sostenere questo progetto – ha sottolineato Graziano Brenna – Vorremmo che ogni ragazzo si sentisse ‘adottato’ durante il percorso scolastico da una azienda”.

Stephanie Barone