Como e il suo lago sono meta turistica frequentatissima ormai da molti anni e il settore turistico durante la stagione, che oggi va indicativamente da marzo a novembre, si rimpolpa notevolmente. Molti sono però i lavoratori stagionali che quindi a fine periodo si ritrovano per diversi mesi senza lavoro e stipendio. Fisiologico, dirà qualcuno, ma per la Cgil di Como questo trend va invertito o almeno migliorato.

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Turismo a Como, Licata: “Dobbiamo decidere quale turismo vogliamo”

Su questo tema sta lavorando da diversi mesi il segretario provinciale della Cgil comasca, Giacomo Licata, che spiega: “I lavoratori di questo settore continuano a crescere ma è ancora considerato un settore povero per la sua precarietà, per le tipologie di contratto, la stagionalità”. Basti pensare che il totale degli addetti in provincia di Como sono passati dai 180.140 del 2017 ai 184.710 del 2018. Una riflessione nasce inoltre se si guarda alla tipologia dei contratti degli assunti nel settore. Nel 2017 furono 240 gli indeterminati e 4140 i determinati mentre nel 2018 930 i primi e 4550 i secondi.

“Questi lavoratori non hanno un reddito costante e quindi rischiano di essere poveri pur lavorando – prosegue Licata – Eppure in questo territorio ci sono le condizioni per aprire un dibattito su che tipo di turismo vogliamo. Serve una regia e strumenti di tutela per questi lavoratori, come la Naspi, che già possono richiedere”.

E aggiunge il segretario: “Servono politiche attive perché non ci sia bisogno solo di camerieri e lavapiatti ma anche di chi progetti un turismo più sostenibile e un’offerta più organizzata per i visitatori. Perché sul nostro territorio non abbiamo un istituto tecnico superiore a indirizzo turistico? Pensare in questo modo permetterebbe la creazione di nuovi posti di lavoro”.

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Lavoro grigio, disoccupazione e l’idea di un bollino della qualità per le strutture

Sulla tutela dei lavoratori del settore turistico c’è ancora molto da fare. Per questo motivo domani, 13 settembre, sulla spiaggia di Domaso la Cgil organizza l’Aperitivo dei Diritti”, con volantinaggio per ricordare ai lavoratori stagionali di richiedere in questo periodo la Naspi, la disoccupazione. “Di solito in questi i nostri uffici preparano circa 2500 pratiche di questo tipo, si tratta di numeri imponenti” ha spiegato Fabrizio Cavalli di Filcams.

Eppure i problemi ci sono anche durante il periodo di lavoro. Molti sono quelli legati all’orario di lavoro, con personale assunto part time ma che fa giornata oppure a cui non vengono conteggiati gli straordinari. “Negli ultimi due anni sono state 150 le vertenze su tutta la provincia e il 50% era relativo a mancati pagamenti, in misura minore a licenziamenti, lavoro grigio mentre 5 sono stati gli episodi di lavoro nero” ha aggiunto Cavalli.

Dal canto suo il segretario Licata ribadisce la proposta fatta nei mesi scorsi: “Mettiamo attorno a un tavolo tutti i soggetti del settore turistico per creare un ‘Bollino della qualità’ per le strutture che assumono in modo corretto il personale. L’idea è di partire dal territorio del Distretto Turistico del Centro lago, vista la sensibilità dimostrata dal sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra”.