Università dell’Insubria e il nuovo progetto europeo: il team di Massimo Caccia è nel consorzio di Origin approvato dalla Commissione Europea. Lavorerà su un sistema di imaging per personalizzare il trattamento contro i tumori alla prostata e all’apparato genitale femminile.

Università dell’Insubria e il nuovo progetto europeo

L’Università dell’Insubria è coinvolta in un importante progetto internazionale, che riceverà 4,8 milioni di euro di finanziamento per un piano di lavoro triennale sulla radioterapia dei tumori: Origin è stato approvato dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon2020, il programma strutturale di sostegno comunitario alla ricerca.

Il progetto è guidato dall’Università di Limerick, in Irlanda, a capo di un consorzio che comprende due aziende, due centri clinici e tre università: l’Insubria, che riceve mezzo milione di euro, è presente con il gruppo coordinato da Massimo Caccia, docente del Dipartimento di Scienza e alta tecnologia che ha sede a Como.

Origin punta a sviluppare un sistema di imaging “in vivo” durante i trattamenti di brachiterapia oncologica e di radioterapia, per i tumori alla prostata e all’apparato genitale femminile: utilizzando aghi o semi radioattivi inseriti nelle masse tumorali si può registrare una mappa, ovvero un’immagine della dose rilasciata, e attraverso questa procedere alla personalizzazione del piano di trattamento, che è l’obiettivo primario del progetto.

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Il ruolo del team dell’Insubria è essenziale: il suo compito sarà lo sviluppo del rivelatore che leggerà le informazioni fornite dai sensori in fibra ottica sensibili alla radiazione, permettendo appunto la registrazione della mappa.

Le parole del professor Caccia

«Nella nostra società in cui un’immagine vale mille parole, Instagram ha superato Facebook e ognuno di noi ha migliaia di foto nel proprio telefono, in medicina le immagini sono addirittura vitali per la diagnostica: Tac, Pet e ecografie hanno aperto prospettive difficili da immaginare fino a qualche decennio or sono. Una nuova frontiera è quella della radioterapia dei tumori, in cui la definizione dei piani di rilascio di dose si basa sulle immagini morfologiche e funzionali. Ed è proprio in questo ambito, molto attuale e strategico, che si incastona il progetto europeo a cui lavorerà il team dell’Insubria».