Chiusura centro migranti via Regina spacca la maggioranza e unisce le minoranze

Scontro tra Lega e Fratelli d'Italia, nel frattempo Pd, 5 Stelle, Civitas e Svolta Civica depositano una mozione in Consiglio comunale.

Chiusura centro migranti via Regina spacca la maggioranza e unisce le minoranze
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La chiusura del centro migranti via Regina annunciata dalla maggioranza di Palazzo Cernezzi sta creando al suo interno non pochi malumori. Nel frattempo alcune minoranze in Consiglio comunale si uniscono con una mozione.

Centro migranti via Regina: lo scontro Fratelli d'Italia - Lega

La questione della chiusura del centro migranti continua a tenere banco a Como: divide la maggioranza e unisce le minoranze. Alcune almeno. Da una parte c'è infatti la spaccatura tra la linea di Fratelli d'Italia e quella della Lega. Fautori della chiusura del centro di accoglienza, in accordo con il Governo centrale, sono infatti i rappresentanti del Carroccio; i meloniani comaschi invece ritengono che sarebbe più utile tenere aperta la struttura. Un dibattito che si è aperto tra i deputati Alessio Butti (FdI) e Nicola Molteni (Lega) e che è proseguito tra i loro colleghi.

Il deputato del Carroccio Eugenio Zoffili ha infatti fatto sapere: "Io sto con il Sottosegretario Nicola Molteni, con il Viminale del Ministro Matteo Salvini, con la Lega e soprattutto con l’impegno preso in campagna elettorale con i cittadini comaschi di chiudere il centro migranti di Como. La Lega di Matteo Salvini mantiene le promesse ed è coerente. La nostra gente non ha le fette di salame sugli occhi ed è con noi. Nicola e Alessandra, bravi! Avanti tutta. Chiudiamo il centro e pensiamo subito al prossimo problema di Como da risolvere insieme e non a questi perditempo".

Di tutt'altro avviso Sergio De Sanctis, consigliere comunale di FdI a Como. Scrive infatti su Facebook: "Spacciare la chiusura di un centro di accoglienza come una cosa intelligente, prima ancora di aver risolto definitivamente il problema della presenza di migranti irregolari e definito quella dei regolari, è come chiudere un ospedale, cacciare i malati in strada e dire di aver sconfitto una malattia. Il problema non è la struttura, ma ciò che si cura al suo interno. O vogliamo diffondere il problema in tutta la città rendendolo ancor più incontrollabile? Solo degli irresponsabili ragionano col paraocchi".

Minoranze unite: "Il centro resti aperto"

D'accordo con Fratelli d'Italia, a tenere aperto il centro di accoglienza comasco, anche alcune minoranze cittadine. Il Pd, insieme a Svolta Civica, Civitas e M5s, ha depositato infatti una mozione da discutere prossimamente in Consiglio comunale.

Nel testo si impegna il sindaco “ad attivarsi presso le competenti autorità centrali e periferiche del Ministero dell’Interno e con la rete cittadina dei soggetti assistenziali, del volontariato e del terzo settore affinché il campo di accoglienza allestito sul terreno di proprietà comunale in via Regina Teodolinda sia mantenuto, perlomeno in maniera temporanea, sia come presidio nella gestione dei flussi migratori diretti oltre frontiera, sia come risorsa a supporto dell’assistenza alle persone senza fissa dimora presenti a Como; a dare al più presto attuazione al progetto ‘Strade verso casa’, come previsto dal Documento unico di programmazione 2018-2020 del Comune di Como, con particolare riferimento allo sviluppo di azioni di Housing First”.

“Con questa mozione proponiamo una soluzione concreta a un problema sociale sentito da tutti i cittadini. Per questo ci auguriamo che sia una proposta condivisa anche da alcune forze di maggioranza che si sono ritrovate sulla stessa linea nelle ultime settimane” fanno sapere i consiglieri firmatari.

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