E’ ormai nota la notizia che l’assemblea dei sindaci/soci di Como Acqua non ha approvato la fusione delle 12 SOT comasche. Nessuna gestione del servizio idrico integrato quindi per il momento. Se certamente il peso maggiore l’hanno avuto il “no” di Como e l’assenza di Cantù e Erba, altri piccoli comuni hanno deciso di votare sfavorevolmente o di non presentarsi.

Como Acqua: i numeri della mancata fusione

Da quanto si apprende, dei 105 comuni presenti all’assemblea per il voto, solo quattro hanno votato in modo contrario: Albavilla (1,171%), Barni (0,110%), Canzo (0,951%) e Como (15,473%).

Sul voto però hanno indubbiamente pesato gli assenti, soprattutto tra quelli che in Consiglio comunale avevano deliberato favorevolmente alla fusione. Si tratta di Bene Lario (0,064%), Carate Urio (0,222%), San Fermo della Battaglia (0,544%), Claino con Osteno (0,098%), Colverde (0,987%), Laglio (0,171%), Menaggio (0,589%), Montorfano (0,487%), Porlezza (0,877%), Proserpio (0,167%), Rodero (0,116%), Valsolda (0,295%), Veleso (0,025%), Veniano (0,538%) e Zelbio (0,038%).

Infatti le amministrazioni che non avevano deliberato in Consiglio oppure avevano deliberato contro precedentemente erano state esclusivamente Albavilla (1,171%), Asso (0,676%), Barni (0,110%), Blevio (0,221%), Brunate (0,327%), Cantù (7,272%), Canzo (0,951%), Castelmarte (0,237%), Cavargna (0,045%), Como (15,473%), Dosso del Liro (0,051%), Erba (3,065%), Faggeto Lario (0,229%), Laino (0,096%), Lanzo d’Intelvi (0,266%), Lasnigo (0,087%), Longone al Segrino (0,334%), Magreglio (0,122%), Novedrate (0,541%), Pognana Lario (0,069%), Ramponio Verna (0,080%), Rovello Porro (1,133%), Torno (0,221%), Valbrona (0,490%).

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