Durante il consiglio comunale di ieri sera, lunedì 8 luglio, è stata approvata la mozione che autorizza la Polizia Locale di Como a procedere alla sperimentazione del Taser, come previsto dall’art. 19 del Decreto Sicurezza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Taser per la Polizia Locale di Como

In linea con la proposta del consigliere di Fratelli D’italia Sergio De Santis di rendere più tecnologica la dotazione degli agenti di Polizia Locale, hanno votato a favore, dopo l’ok di giunta pervenuto dall’assessore alla Sicurezza Elena Negretti, oltre al partito di Giorgia Meloni, anche la Lega, la Lista Civica che fa capo al sindaco, Forza Italia ed il gruppo di opposizione Rapinese Sindaco. Contrarie le altre opposizioni, che hanno abbandonato l’aula al momento del voto.

“Sono molto soddisfatto – comments il promotore dell’iniziativa, il consigliere di Fratelli d’Italia Sergio De Santis – perché ancora una volta, sui temi cari ai cittadini come la sicurezza ed il decoro, e lo testimonia anche la recente approvazione del regolamento di Polizia Urbana, il Consiglio Comunale sa ottenere risultati importanti. Un plauso lo rivolgo al Consigliere Rapinese, perché lungi dall’essere diventato contiguo al centrodestra, ed infatti non mancano mai frizioni e differenze, ha saputo dimostrare di saper discernere quelle idee e quelle proposte che possono migliorare la sicurezza dei nostri concittadini”.

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E prosegue: “Con questa decisione affatto scontata, visto che molti Capoluogo di Provincia della Lombardia e del resto d’Italia, in verità a maggioranza centrosinistra o 5 stelle come Milano, Torino, Roma e Palermo, hanno votato contro la sperimentazione – continua De Santis – saremo tra le prime città a poter dotare i nostri agenti di uno strumento per rispondere alle aggressioni di persone pericolose, spesso particolarmente violente per abuso di alcool e stupefacenti, e che in teoria potrebbero prevedere la risposta con l’arma da fuoco in dotazione, potenzialmente molto più letale”.

Quindi conclude: “Non ho nessun timore di abusi – e la sperimentazione ministeriale fatta in tutta Italia lo ha dimostrato – in quanto gli agenti, adeguatamente formati, dovranno sempre
muoversi all’interno del perimetro normativo esistente, a partire dall’art. 53 del Codice penale ‘uso legittimo delle armi'”.