Da ben tre anni la figura della consigliere di parità a Como mancava. Oggi la Provincia ha finalmente pubblicato il bando per trovare una persona che ricoprirà questo ruolo.

Consigliera di parità a Como, arriva finalmente il bando

A chiedere a gran voce il ripristino di questa figura era stato il consigliere provinciale Dario Lucca (QUI I DETTAGLI). “Considero l’arrivo di questo bando una mia vittoria che voglio dedicare a tutte le donne, visto anche che tra pochi giorni si festeggerà l’8 marzo. Questa mia battaglia rappresenta anche una risposta ai sindacati che qualche giorno fa mi hanno definito sessista (QUI L’APPROFONDIMENTO)”. Tempo fa Lucca aveva presentato all’allora presidente della Provincia, Maria Rita Livio, un’interrogazione urgente per conoscere ragioni e motivi dell’interruzione del servizio. “Mi aveva spiegato che la persona che ricopriva questo ruolo non poteva farlo a tempo pieno per motivi di famiglia. Avevo ottenuto garanzie che si sarebbero attivati per risolvere la situazione. Non ci sono state però evoluzioni fino ad oggi. Nei giorni scorsi ho scritto al neo presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca interpellando anche il vicepremier Luigi Di Maio. Ho chiesto al ministro di procedere d’ufficio e nominare una nuova consigliere di parità… Non c’è stato però bisogno del suo intervento perché è finalmente arrivato il bando”.

Cos’è la Consigliera di parità?

La figura della Consigliera di Parità è stata istituita con la Legge n. 125 del 1991 e successivamente disciplinata con il D.lgs. n. 196 del 2000. Questa figura opera come organo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per garantire la parità di trattamento e di opportunità tra uomini e donne nel lavoro, rilevando e contrastando le discriminazioni, ovvero i “comportamenti pregiudizievoli in ragione del sesso” che si possono verificare nella formazione, nell’accesso al lavoro, nei percorsi di carriera o in altri ambiti.

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Le Consigliere di Parità adempiono al loro ruolo istituzionale offrendo consulenza e supporto alle lavoratrici penalizzate dalle discriminazioni e promuovendo azioni positive, cioè iniziative volte a rimuovere le molteplici cause che determinano condizioni di squilibrio tra uomini e donne nel lavoro. Tutto questo a titolo gratuito. Inoltre nel caso in cui la lavoratrice discriminata decida di ricorrere in giudizio, la Consigliera di parità può sostenerla e rappresentarla davanti al Giudice, dando così maggiore incisività all’azione.

Sono previste per legge due Consigliere di parità: una effettiva e una supplente.

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