Questo pomeriggio, giovedì 25 ottobre, è andata in scena la conferenza stampa di fine mandato del presidente della Provincia di Como, Rita Livio. Un momento per tracciare il bilancio di questi quattro anni dove, tra l’altro la Provincia ha subito diversi tagli passando da oltre 400 dipedenti nel 2012 ai 187 attuali. “Siamo passati da 11 dirigenti a 5, mantenendo lo stesso carico di lavoro. Forse la Legge 56 ha un difetto, ovvero quello di considerare l’Italia equivalente. Facciamo l’esempio della Provincia di Barletta che ha 5 Comuni. Non può essere comparata alla Lombardia” ha spiegato. Poi l’augurio al suo successore: “Spero viva quattro anni più facili dei nostri”.

Dalla Provincia il presidente Rita Livio a fine mandato

“Abbiamo fatto sì che questo Ente fosse la casa dei Comuni, sempre al servizio dei sindaci anche dei Comuni più piccoli. A livello di servizi, una delle prime cose che abbiamo fatto è stata la centrale unica di committenza. La nostra Provincia è stata tra i primi in Italia ad averla. Sono state fatte gare per un totale di 163 milioni di euro e abbiamo investito 20milioni di euro in opere pubbliche, mantutenzioni straordinarie per le strade, oltre che per le scuole. Il completamento della variante di Pusiano ha assorbito tutte le nostre capacità di spesa per i primi due anni”.

Tra le opere completate Livio ha citato la messa in sicurezza delle strade di montagna e lago, ma anche l’intervento su diverse rotatorie della Provincia come Albese, Mozzate e Colverde. “Per quanto riguarda il Centro di Formazione Professionale abbiamo mantenuto il presidio formativo d’eccellenza, assicurando finanziamenti nostri dove mancavano quelli regionali. Abbiamo poi costituito l’agenzia del Trasporto pubblico che qui a Como ha sia la sede che la presidenza”.

Ok la collaborazione con le Province

Promossa, a parere della Livio la collaborazione con le altre Province limitrofe: Lecco, Monza e Varese. “Abbiamo lavorato bene insieme. Con Monza abbiamo attivato il servizio avvocatura unendo le nostre professionalità. E poi gli osservatorio frontalieri con un tribuna d’ascolto e parola anche con una rappresentanza delle istituzioni ticinesi”.

L’accusa: “Lasciati soli”

“Spesso ci siamo trovati in una condizione di isolamento. Molti, quando abbiamo iniziato, ci hanno già considerati morti in partenza, coi dipendenti che non sapevano quale futuro avrebbero avuto. Devo ringraziare il prefetto Bruno Corda, è stata l’unica autorità sempre pronta a collaborare. Per il resto da registare un silenzio assordante. Non è stato facile lavorare in queste condizioni, lo abbiamo fatto per un grande attaccamento al territorio”. Il riferimento è chiaro: “Siamo stati lasciati soli dalla Regione, ma anche dall’Amministrazione Landriscina. Finché il sindaco era Lucini c’è stato un colloquio quasi quotidiano con lui o i suoi assessori. Poi questo rapporto si è interrotto”.

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Il capitolo Como Acqua

Sicuramente tra le questioni più spinose che sono state affrontate da Rita Livio. “Siamo stati occupati per tanto tempo per la costituzione di Como Acqua. Personalmente sono molto dispiaciuta del fatto che le rivendicazioni politiche abbiano fermato e inficiato il lavoro. Tanto è vero che è bastato cambiare presidente del Cda per sbloccare la situazione”.

Altre note dolenti

“Abbiamo avuto grossi problemi coi sevizi sociali finché poi il Governo ha scelto di togliere la competenza alle Province per affidarlo ad Ats e Comuni. Problematiche anche sul centro di formazione e nel settore formazione lavoro”.

In cantiere

Sono diverse le operee triennali a cui la Provincia sta lavorando. Una parte di esse rientra nei finanziamenti del patto per la Lombardia. Stiamo parlando dei lavori sul ponte di Asnago, quelli sulla statale dei Giovi all’altezza di Vertemate con Minoprio, e poi sulla 35 a Lomazzo, il ponte di Merone, la variante di Cadorago e la riqualifica della geometria stradale a Cavallasca. Per quanto riguarda le scuole ci saranno interventi sostanziosi al liceo Fermi e al Sant’Elia di Cantù ma anche all’istituto Jean Monnet di Mariano Comense.

Secondo lotto tangenziale e Pedemontana

Sull’autostrada Varese-Como-Lecco: “Ci sono dei problemi irrisolti – spiega Livio – quando si delinea un tracciato di strada bisogna consultare territori e sindaci. Penso siano state fatte tante promesse, pur sapendo che non si potevano mantenere”. Mentre per la Pedemontana: “Daremo 21 milioni di euro di compensazioni ambientali a regione Lombardia come titolare della funzione Agricoltura foreste. Penso perché che questi denari spettano al territorio di Como che ha subito danni ambientali per la Pedemontana”.

Le parole del vice presidente

Al fianco di Rita Livio, come sempre in questi anni, il suo vice, Fiorenzo Bongiasca. “Abbiamo lavorato in un gruppo con anime diverse ma nelle difficoltà siamo riusciti a compattarci. I primi due anni, col personale in bilico, sono sicuramente stati i più difficili. Io però sono sempre stato ottimista. Abbiamo aperto sempre le porte a tutti e siamo andati da tutti quando c’è stato bisogno di noi. Abbiamo fatto l’interesse di Como ma da parte di molti ho notato un comportamento troppo partitico”.