La Lega vorrebbe riabilitare le Province e riportare il tempo a prima dell’avvento della Legge Delrio: c’è un disegno di legge presentato al Senato (per la cronaca però prima della formazione del Governo) a firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini e del titolare del dicastero del Turismo, il pavese Gian Marco Centinaio, per tornare all’elezione diretta delle Province.

Elezione diretta delle Province

Insomma, l’assunto è che, se il referendum targato Renzi è naufragato e le province nella Costituzione sono rimaste intonse, il passaggio successivo sarebbe quello di ripristinare l’assetto precedente all’introduzione della riforma Delrio.

Come? Tornando all’elezione diretta degli organi politici (ora a votare sono solo i sindaci) e anche a corrisponder loro una retribuzione o un’indennità: ora quello di presidenti e consiglieri è a pieno titolo volontariato.

Il disegno di legge in Senato

Il disegno di legge presentato al Senato, firmatario l’attuale ministro dell’Interno Matteo Salvini, in compagnia di un altro ministro, Gian Marco Centinaio, responsabile di Turismo, Agricoltura e pesca, punta al “ripristino della legalità”.

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Nel frattempo nel decreto Milleproroghe al vaglio in Parlamento intanto è stata abbassata da 18 a 12 mesi la durata residua del mandato necessaria per la candidatura all’assemblea provinciale (le prossime elezioni sono state accorpate al 31 ottobre), ma l’obiettivo è andare oltre all’attuale meccanismo di rappresentatività “di secondo livello”.

Ma cosa ne pensano i Cinquestelle?

Il testo targato Salvini-Centinaio rintrodurrebbe per il presidente della Provincia un’indennità (non potrebbe superare quello del sindaco del capoluogo) e un gettone per le sedute di consiglio e commissioni (con tetto annuale non superiore a un sesto dello stipendio del presidente).

Ma il vero nodo è il fatto che nel contratto di Governo fra Cinquestelle e Lega il tema non è stato affrontato. E, come dicevamo, il disegno di legge è precedente. Bisognerà insomma verificare l’orientamento sulla questione da parte del Movimento, che aveva salutato con favore i tagli alle spese della politica provinciale, ai tempi dell’introduzione.

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