Questa sera, giovedì 16 maggio 2019, il Giornale di Cantù e Confartigianato hanno deciso di organizzare un faccia a faccia elettorale a cui hanno partecipato tutti i cinque i candidati. Tra i momenti più simpatici sicuramente quello dello scambio dei doni tra i candidati dove ciascuno, a scelta, ha portato un pensiero per un avversario (NEL VIDEO).

Elezioni Cantù 2019: il faccia a faccia tra candidati

Cantù, faccia a faccia tra i candidati sindaci. Grande partecipazione alla serata organizzata in sala consiliare, per conoscere meglio i cinque candidati sindaci – Alice Galbiati, Vincenzo Latorraca, Paolo Di Febo, Ruggero Bruni e Salvatore Ferrara –  e consentire agli aspiranti sindaci di conquistare consensi in vista dell’appuntamento alle urne del 26 maggio.

Cantù tra cinque anni

In chiusura di serata abbiamo chiesto ai candidati di immaginarsi tra cinque anni, provando a pensare di essere stato eletto sindaco e di aver governato per tutto il mandato. Com’è diventata Cantù?

Vincenzo Latorraca: “La immagino come una città attrattiva e aperta, non una cittadella arroccata nei fili spinati. La Cantù del futuro deve essere completamente diversa con una capacità di accogliere e di sentire all’interno delle istituzioni ciò di cui hanno bisogno le persone. La cultura deve tornare ad essere il momento centrale, è da qui che partono le competenze per amministrare. Un’Amministrazione capace di risolvere i problemi e aiutare concretamente”.

Ruggero Bruni: “Penso ad una città viva e non cadavere com’è adesso. Ci piacerebbe utilizzare lo spazio del vecchio Palasport per un luogo pulifunzionale dove la città possa vivere con mostre o il lavoro associazioni. Vorrei anche una città più divertente, la politica in questo momento sta annoiando. La politica deve essere più alla portata del cittadino”.

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Paolo Di Febo: “Una Cantù più pulita e ordinata, negli spazi che tutti i bambini e le famiglie vivono quotidianamente. Mi occuperei dell’ordine e del decoro con attenzione massima. Il Festival del Legno, il Concorso di pianoforte, mi piacerebbe anche allargare il giro magari facendo un Festival del Design. Serve far crescere il tessuto produttivo ed economico”.

Salvatore Ferrara: “Mi immagino una Cantù come città di valori universali, rinata con la famiglia naturale al primo posto. Cantù italiana, cristana e sicura. Una Cantù contro il razzismo contro gli italiani, messi in secondo ordine. Una Cantù per gli anziani e i nostri disabili. Una Cantù con un’Amministrazione onesta. Mi aspetto una Cantù con una sala comunale piena durante i Consigli comunali, proprio come è oggi”.

Alice Galbiati: “Vedo una Cantù più sicura dove i cittadini vivano in serenità tutti gli spazi pubblici, senza timore di frequentare i parchi. Una Cantù più pulita, ordinata e civile. Una Cantù d’esempio per le altre città e che sappia mantenere i proprio valori identitari. Mi immagino una città che riesca ad essere capofila nel dialogo sul territorio e per il territorio”.

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