Angelo Orsenigo, sindaco di Figino Serenza e candidato col Partito Democratico alle Regionali, oggi durante una conferenza stampa ha voluto mettere in luce diversi problemi riguardo alla sanità lombarda. “Ci viene presentata come eccellenza, eppure la sanità ha diverse difficoltà. Assurdo dover aspettare diverse ore negli ospedali tra cui il Sant’Anna. La prima risposta è quella di potenziare il numero dei medici di base e servirebbe anche dare risposte ai cittadini sfruttando l’ex polo ospedaliero del Sant’Anna”.

Alla fine del 2017, Cgil, Cisl e Uil avevano spiegato come, a parere loro, la riforma sanitaria a Como ancora non si vedeva. Si sottolineavano i problemi del comparto in Provincia sono tanti, dal presidio di via Napoleona agli ospedali sovraffollati. A gennaio,  una delegazione del Comitato Cittadella della Salute, ha incontrato l’assessore alle politiche sociali e vicesindaco di Como, Alessandra Locatelli.

Orsenigo: “Tanti posti letto a Varese pochi a Como”

“La sanità lariana – ha esordito Orsenigo – sta diventando depandance di quella di Varese. Rapporto evidente a partire dai posti letto degli ospedali. A Varese ne risultano circa 4.08 pt per 1000 abitanti, a Como si fermano alla soglia 2.04. Come mai? Questo risultato è frutto di una progressiva diminuzione di posti letto, volontà di una politica precisa che, di fronte alla reale disponibilità di risorse, preferisce destinarle in altri luoghi”. Sul tema è intervenuto anche Luca Gaffuri, presente alla conferenza stampa: “Serve una razionalizzazione dei posti letto a Varese e un aumento a Como”.

Chirugia depotenziata

“Senza andare troppo indietro negli anni, solo nel 2017 sono aumentati i pazienti che sono stati ricoverati al Sant’Anna dopo una visita al PS: 11.664 rispetto ai 11.427 del 2016 (+237), pari al +2%. Questo evidenzia come il carico per i reparti sia aumentato, già in situazione di scarsità di PL si deve far fronte anche ai pazienti provenienti dal Pronto Soccorso. Nonostante ciò, la chirurgia con il recente accorpamento è stata depotenziata in modo sostanziale. Quale ospedale potrebbe essere realmente considerato punto di riferimento per il territorio senza alcune “offerte” di servizi come ad esempio l’ematologia, oppure con reparti aperti, contro la normativa, senza PL come quello di endocrinologia?”.

“Attiviamo la medicina territoriale”

“Per uscire dall’empasse – spiega Orsenigo – occorre attivare in modo davvero efficace la medicina territoriale, con una rete di poliambulatori che includono come parte attiva la Cittadella Sanitaria. E’ importante che in questo contesto vi sia un ambulatorio aperto per 18 ore al giorno e che svolga attività di supporto soprattutto ai malati cronici e riacutizzati, che alleggerisca il Pronto Soccorso dalle patologie meno gravi, integrando l’offerta dei Medici di Medicina Generale anche con il supporto di diagnostica di base”. L’esempio è proprio quello di Figino Serenza, città di cui Orsenigo è il sindaco.

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La mancanza di primari

Focus anche sui reparti dove ancora non ci sono dei primari al Sant’Anna. “Occorre trovare una soluzione ai primari ancora incerti: come neurochirurgia, vacante da ben 2 anni, ma anche a nefrologia e neurologia. Nessuno ha interesse a trascurare il territorio, ma la nuova dirigenza che arriva da Varese sembra averne poca contezza, con il risultato che le figure interne risultino poco premiate”.

L’esempio del Robot Da Vinci

“Frutto della stessa logica, le sorti del Robot Da Vinci: eccellenza arrivata sul Lario che negli ultimi anni abbiamo dovuto dividere con Bergamo per la scarsità di interventi svolti. Ora Da Vinci è rientrato, si spera a titolo definitivo, ma si rende necessario un’importante attività formativa verso gli operatori e i medici che lo hanno a disposizione. Allo stesso modo occorre avere disponibilità di strumenti necessari per gli interventi che debbono essere sostituiti dopo 10 operazioni”.

Attenzione sul personale

“Dobbiamo aumentare l’attenzione sul personale: è necessario favorirne la mobilità sia in entrata che in uscita dalle strutture. Inoltre è opportuno creare una politica premiante che riesca ad incentivare le professionalità.  Tutto questo aiuterà a evitare che i bandi vadano deserti, come ormai succede spesso.Chiudiamo in dolcezza, con la sinergia con l’Università dell’Insubria. Ottima notizia se questa collaborazione sarà ben gestita. A differenza di tutto quello che è stato fatto finora”.

 

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