Giunta Casnate: dopo giorni di silenzio gli assessori dimissionari parlano all’unisono della scelta di lasciare l’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Bulgheroni.

Giunta Casnate: “Il sindaco sceso a livelli inverosimili”

“Nella giornata di ieri (lunedì 8 ottobre, ndr) abbiamo dato le dimissioni dalla Giunta di Casnate con Bernate. Abbiamo ritenuto di non accompagnare queste dimissioni con dichiarazioni o interviste, per non creare polemiche – spiegano all’unisono in un comunicato ufficiale Maria Grazia Sassi, Mara Tolettini, Carmine Mussari e Antonio Milani – Non così invece si è comportato il sindaco, sceso a livelli inverosimili come la minaccia di portarci in Tribunale colpevoli solo di aver esercitato un diritto democratico come quello dell’uso delle dimissioni”. Quindi la necessità di chiarire ufficialmente perché, congiuntamente, hanno lasciato la Giunta casnatese, un atto che definiscono “un caso unico in tutta la Provincia di Como e forse in Lombardia”.

“Un clima deteriorato e non rimediabile”

La prima questione che toccano i tre ormai ex assessori della Giunta Bulgheroni è il clima in Comune. “Le nostre dimissioni hanno innanzitutto natura amministrativa. Tutti noi ce ne siamo andati perché il clima interno alla Giunta, dopo una lunga fase positiva, nella quale sono stati raggiunti positivi risultati, ai quali riteniamo di aver contribuito in modo concreto disinteressato, si è purtroppo deteriorato in modo grave e non rimediabile. Sia per una crescente divergenza di vedute su atti amministrativi sia per atteggiamenti sempre più arroganti e irrispettosi del sindaco nei riguardi di tutto il mondo: di noi colleghi amministratori, di personale dipendente, di autorità superiori di ogni ordine e grado. Atteggiamenti sui quali preferiamo stendere un velo di silenzio. Si tratta di poche parole di un caso tutt’altro che politico: è un caso amministrativo e caratteriale”.

Il Piano di Governo del Territorio

Quindi i quattro ex assessori proseguono: “Gli ultimi episodi sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In tutti i Comuni, un atto delicato e complesso come il Pgt viene esaminato e approvato all’insegna della trasparenza e portato all’attenzione della Giunta. Non così invece a Casnate, dove il sindaco non ha consentito agli assessori, di esaminare ed entrare nel merito di nessuna delle 15 osservazioni al Piano presentate dai cittadini ma si è distinto – caso raro in provincia di Como – per una gestione accentrata e personalistica, pretendendo infine l’approvazione a scatola chiusa, passata per disciplina di maggioranza”.

Il caso del centro sportivo

Noto è infine il caso del centro sportivo “Renato Rossi”, sul quale è stato fatto un bando per trovare il gestore per i prossimi anni nonché per definirne la riqualificazione. “Si tratta di un impegno assunto con i cittadini, e come tale va mantenuto. Da qualche tempo invece il sindaco ha messo letteralmente i bastoni tra le ruote all’iter di questo progetto, con osservazioni e critiche infondate che hanno causato lungaggini burocratiche, rallentamento dell’iter di un’opera che avrebbe potuto essere approvata da tempo! Solo di fronte alla determinazione dei consiglieri e degli assessori si vedrà costretto a non mettersi più di traverso ed a consentire il completamento di un’opera da lui ingiustamente bistrattata e criticata così attesa da buona parte dei cittadini e delle famiglie di Casnate”.

Quindi i dimissionari concludono: “Speriamo che il nostro gesto possa essere utile per riportare nel Comune un modo più corretto di amministrare, abbandonando ogni personalismo e riportando, come avviene nella maggior parte dei Comuni comaschi, un buon clima di trasparenza, partecipazione, collaborazione, rispetto umano nell’interesse della comunità”.

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