La campagna elettorale è iniziata a tutti gli effetti. Il PD si sta guardando all’interno e cerca un cavallo su cui puntare. Sembra infatti ormai sfumata l’ipotesi di un Marchisio bis. Viste le polemiche di questi giorni sul non rinnovo della tessera da parte del primo cittadino di Mariano Comense, le acque ormai sono più che smosse. Viene avanti un’ipotesi di candidato del centro-sinistra che potrebbe avere fondatezza. L’attuale maggioranza starebbe ragionando sul nome del vicesindaco Fermo Borgonovo.

Mariano amministrative: per il Pd sfuma il Marchisio bis, c’è l’ipotesi Borgonovo

“Non è stato ancora deciso nulla e personalmente non mi è stato chiesto niente. Ora il sindaco è Marchisio e lavoriamo tutti per portare a termine questo mandato al governo della città. Se mi fosse fatta la proposta valuterò in quel momento”. Queste le parole di Borgonovo, che oggi rappresenta la lista civica “Progetto Mariano Brianza”. Da dire che negli ultimi mesi Borgonovo ha spesso fatto le veci del sindaco, sempre presente alle manifestazioni e agli eventi pubblici e in Comune.

Le critiche a Marchisio

Intanto ieri Marchisio ha fatto un post su Facebook per ricordare ai cittadini che tessera o non tessera lui continuerà a lavorare per il bene di Mariano, aprendosi così la strada a una nuova candidatura. Da vedere con chi il primo cittadino vorrà correre e con quali sostenitori. Tanti i commenti alla dichiarazione, anche di semplici cittadini che supportano Marchisio in questa scelta di aver scaricato il Partito con i cui voti è stato eletto. “Sindaco vai avanti così”. “Dritto per la tua strada”. “La tessera è l’ultimo dei problemi”.

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Due le voci fuori dal coro ma pesanti, perché arrivano da due ex consiglieri comunali di maggioranza, proprio di “Progetto Mariano Brianza”: Luca Tagliabue e Ambrogio Mauri.

Tagliabue scrive: “Non ho mai avuto una tessera di partito e non è mia intenzione prenderne una ora. Avrei preferito una presa di distanza di questo tipo quando il Pd era al 40% oppure se ti fossi fatto eleggere in una lista civica Giovanni. Non è una questione di tessere ma di coerenza. Mancano sei mesi in fondo ….”

Ambrogio Mauri è ancora più diretto: “Il problema non è avere o meno una tessera. Il problema è non avere più un’identità sostenibile, per non dire difendibile”.