Con la presa d’atto delle nuove perizie sulle Sot che avrebbero dovuto confluire in Como Acqua si riapre la questione del gestore unico dell’acqua pubblica. Ma quale indirizzo seguiranno i partiti?

Perizie sballate sulle Sot della fusione di Como Acqua

A seguito della mancata fusione dello scorso novembre sono state richieste nuove perizie sulle Sot che devono confluire del gestore unico. Da queste è apparso che il valore economico delle società secondo le precedenti perizie era pari a 86.460.259 euro, mentre il valore economico secondo le nuove perizie è di 56.819.069 euro. Con i precedenti valori Como Acqua avrebbe avuto un aumento di capitale di 2.336.194 euro, mentre l’aumento di capitale risultante dalle nuove perizie è di 1.523.801 euro, con la differenza di 812.393 euro.

Il commento di Como

Ieri sera, 12 aprile, in Consiglio comunale l’assessore al bilancio Adriano Caldara è quindi intervenuto sul tema. “Si conferma la correttezza dell’atteggiamento prudente dell’amministrazione di Como che, senza decisioni affrettate, ha preferito una scrupolosa verifica del progetto di fusione” ha commentato in quanto Como era tra i Comune che per approvare la fusione voleva nuove perizie.

Il parere del vicepresidente della Commissione di Controllo Analogo

Tra coloro che in prima linea si sono battuti per la fusione alla fine dello scorso anno c’è Fabio Bulgheroni, sindaco di Casnate con Bernate e vicepresidente della Commissione di Controllo Analogo di Como Acqua. “Grazie alle loro richieste sono emerse queste criticità ma è necessario dire che si poteva tranquillamente votare la fusione alla fine dello scorso anno e poi sistemare le cose. Il divario tra le perizie arriva da due metodi di calcolo differenti: erroneamente nel primo metodo alcune Sot avevano inserito dei cespiti che non dovevano essere inseriti. Bisogna dire comunque che quel divario diviso tra i Comuni soci vale pochissimo”.

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E il sindaco casnatese riporta all’attenzione l’aspetto politico: “Al di là delle questioni tecniche i partiti devono decidere se questa fusione si deve fare oppure no. Devono essere chiari e prendere una decisione”. L’appuntamento nel frattempo è a giovedì prossimo quando si riunirà nuovamente la Commissione.

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