Lo scorso luglio, a poche settimane della sua elezioni, il sindaco Edgardo Arosio di Cantù era stato dichiarato incompatibile con la sua carica per via dell’appalto che la società di pompe funebre di cui fa parte il fratello aveva vinto a maggio 2017.

Sindaco Arosio la vicenda

L’impresa di pompe funebri Zanfrini di proprietà del fratello Armando e della cognata, infatti, aveva ottenuto l’appalto comunale del servizio funebre di Cantù. Il che metteva Arosio nella posizione di essere incompatibile con la carica di sindaco. Era stata poi la dirigente di settore ad annullare d’ufficio l’appalto, in autotutela, dopo che in Consiglio comunale la maggioranza aveva messo in luce alcuni vizi di procedura. Caso chiuso? Proprio no. A quel punto l’impresa di pompe funebri aveva fatto ricorso al Tar che a febbraio ha dato ragione a Zanfrini.

Domani la sentenza del Tar

Giovedì 3 maggio finalmente arriverà il giorno della verità. Il Comune infatti ha impugnato la sentenza davanti al Consiglio di Stato. L’ultimo organo di giustizia, chiamato a valutare la vicenda, emetterà il suo verdetto.

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Quale futuro per Cantù?

Il rischio per la città canturina è quello di perdere il suo sindaco. Qualora Arosio dovesse uscire sconfitto dall’ultimo grado di giudizio, partirebbe l’iter di decadenza e Cantù sarebbe nuovamente chiamata alle elezioni a giugno 2019.

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