Ieri sera in Consiglio comunale a Cantù è andato in scena l’ultimo atto della vicenda che ha visto protagonista il sindaco Arosio. Decaduto dopo la sentenza del Consiglio di Stato, ha scelto il suo successore fino a elezioni l’anno prossimo. Proprio a questo appuntamento le minoranze, unite, hanno pesantemente attaccato lui e la maggioranza.

Sindaco Arosio decaduto: minoranze all’attacco

E’ stata la serata della resa dei conti e le minoranze, unite, non hanno risparmiato colpi ad Edgardo Arosio e alla maggioranza su questa vicenda. I consiglieri di minoranza Francesco Pavesi, Cecilia Volonté, Giacomo Bargna, Roberta Molteni (Lavori in corso),  Ilaria Cappelletti (Cantù Rugiada), Gianpaolo Tagliabue (Movimento 5 Stelle), Filippo Di Gregorio, Vittorio Spinelli (Partito Democratico) e Alberto Novati (Vola Cantù), hanno fatto un intervento congiunto di cui riportiamo il testo integrale.

“Competenza, attendibilità, coerenza, trasparenza, rigore, senso di responsabilità sono valori che dovrebbero ispirare ogni scelta politica. Nell’ultimo anno di questi valori abbiamo avuto molte difficoltà a cogliere l’applicazione pratica nella vicenda dell’incompatibilità del Sindaco Arosio.

Sulla competenza. Chi si propone al governo della cosa pubblica deve conoscere le regole entro le quali muoversi. Le forze di maggioranza hanno dimostrato di non essersene molto curate tanto è che non sapevano di proporre un candidato che, essendo incompatibile, non avrebbe potuto esercitare la funzione di Sindaco.

Sulla attendibilità. Quando si promette ci si assume l’impegno di mantenere. E ciò è possibile perché si sono valutati costi e tempi. Le promesse in campagna elettorale di questa maggioranza sono state tante e non saranno certamente realizzabili nei pochi mesi che restano a disposizione in quanto, per incompetenza propria, la maggioranza non ha considerato le disposizioni dell’art. 63 del T.U. sugli enti locali. E se non fosse ‘incompetenza’, poiché una situazione analoga si verificò durante il suo precedente mandato, come si potrebbe definire?.

Sulla coerenza. La Legge non si discute, si applica. Lo ha ripetuto anche recentemente il Sindaco e noi condividiamo; così come riteniamo che sia obbligatorio praticare la legalità con il massimo di zelo nel rispettare le regole e agire con tempestività nell’applicare le sentenze.

Sulla trasparenza. L’hanno sancito in modo netto prima il TAR e poi il Consiglio di Stato: la revoca della delibera di assegnazione è stato un atto costruito appositamente per regolarizzare la nomina del Sindaco. Altro che ‘ragioni di interesse pubblico’, come è stato annunciato dal consigliere Metrangolo nel Consiglio comunale del 17.7.2017, riportato nella Determina dirigenziale del 26.7.2017 e ribadito in Consiglio Comunale dall’onorevole Molteni, con piglio molto autorevole, nella seduta del successivo 28 luglio.

“Sperpero di risorse pubbliche”

Sul rigore. Le linee programmatiche del Sindaco Arosio depositate agli Atti del Consiglio Comunale del 25.9.2017 prevedono al capitolo 8. Bilancio, Finanza, Fiscalità locale di: ‘Rivalutare le varie Missioni, riquantificando gli stanziamenti in relazione alle esigenze della collettività, ridimensionando le spese previste per missioni non strettamente necessarie alla vita quotidiana della cittadinanza, a favore di Missioni che nell’immediato possano darne beneficio’.

Abbiamo invece assistito allo sperpero di risorse a discapito delle necessità alla vita quotidiana dei cittadini: non possiamo dimenticare i 41.399,52 euro documentati nella contabilità del Comune e i 2.280 euro spesi in più per il recupero di sette salme; ai quali andrebbero aggiunti i costi dei Consigli comunali dedicati alla questione dell’incompatibilità (ogni Consiglio costa circa 850 euro tra gettoni ai Consiglieri e straordinari dei dipendenti) e il costo del tempo richiesto ai dipendenti comunali che sono stati distolti dai loro compiti istituzionali.

Sul senso di responsabilità. Il vice Sindaco Ferrari durante la sessione del Consiglio Comunale del 5.3.2018 mentre invitava ‘tutte le componenti di questa aula consiliare’ a rinviare l’inizio della procedura di decadenza in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato per evitare di ‘avere ingiustamente deposto un Sindaco democraticamente eletto dalla maggioranza dei cittadini’. Aggiunse che ciò era necessario per evitare ‘di essere causa di ingiuste elezioni nel 2019, e l’impegno dei relativi costi …omissis…. pari a circa 140.000 euro’. Concordiamo sul giudizio di elezioni ingiuste ma siamo certi, alla luce dei fatti, che la responsabilità sia esclusivamente della maggioranza, che ne deve e ne dovrà rendere conto ai cittadini.

E ancora sul senso di responsabilità. Il Sindaco Arosio, durante il suo intervento in Commissione, ha dichiarato che ‘non arriverà il commissario prefettizio’. Perché ‘abbiamo tanti progetti che vogliamo vadano avanti, e voglio che i consiglieri possano esercitare il proprio ruolo sino a primavera’. Scelta che avremmo voluto si traducesse in un segnale positivo alla città dalle Istituzioni, le quali avrebbero dovuto avviare, senza tergiversare, le azioni necessarie al ripristino della legalità. Inoltre Il Sindaco deve considerare che per ‘quei tanti’ progetti le risorse finanziarie a disposizione si sono ridotte, a causa di tutta la vicenda legata all’incompatibilità, di circa 200.000 euro – a) 41.399,52 quelle contabilizzate; b) 2.280 per il maggior costo di recupero salme; c) 140.000 quelle quantificate dal Vice Sindaco e relative alla ‘inutile’ tornata elettorale; d) spese non quantificabili per il ricorso alla burocrazia comunale; e) il costo dei Consigli comunali ‘aggiuntivi’ necessari per la triplice procedura di decadenza – : una zavorra significativa.

Procedura di decadenza rinviata al 27 agosto

Oggi avremmo dovuto decidere l’avvio della procedura di decadenza; la maggioranza, però, ha richiesto di posticiparla al 27 agosto e il Presidente del Consiglio ha subito provveduto a modificare l’ordine del giorno. Non eravamo e non siamo d’accordo. Non possiamo, però, far altro che prenderne atto. Ribadiamo, tuttavia, che le scelte hanno sempre un peso ed in questo caso la bilancia pende dalla parte della mera opportunità, invece che della responsabilità. Una cosa, in conclusione, è certa.

Nella primavera del 2019 i canturini dovranno tornare alle urne perché la maggioranza, che hanno votato nel giugno 2017, non è stata in grado di concludere il suo mandato per deficit di competenza, di attendibilità, di coerenza, di trasparenza, di rigore e di senso di responsabilità!”

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