La questione della tangenziale gratuita è diventato il cavallo di battaglia del Pd comasco. Togliere il pedaggio alla tangenziale di Como è stato uno dei punti fermi della campagna elettorale del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana nel Comasco. Ora però i tempi si allungano e la fine di quest’opera nonché l’eliminazione del pedaggio sembrano un’utopia.

Tangenziale gratuita: la situazione in Regione

Non a caso recentemente in Consiglio regionale si sono mossi i consigliere comaschi Angelo Orsenigo (Pd) e Raffaele Erba (M5s) con una interrogazione. Atto al quale il presidente è stato chiamato a rispondere con risposta scritta, per mettere nero su bianco le sue intenzioni sul tema. Poco soddisfatto della risposta Orsenigo che l’ha definita “L’ennesima presa in giro”. “Il presidente Fontana lo ha confermato: la Pedemontana va finita per esprimere tutte le sue potenzialità di arteria fondamentale per le nostre zone. Ma il fatto che la società annunci un nuovo metodo di pagamento per chi vi transita, ci fa capire chiaramente che la gratuità promessa è rinviata sine die. Noi siamo d’accordo sul fatto che il secondo lotto della tangenziale di Como vada completato, ma non accettiamo l’ennesima presa in giro per i cittadini e gli utenti sull’eliminazione del pedaggio. Non è possibile continuamente dilazionare i tempi. Non è un modo serio di governare”, ha spiegato.

Pd contro Landriscina

Sul tema si sta battendo anche il Pd di Como nel Consiglio comunale cittadino che chiede lumi sull’attività sul tema del sindaco Mario Landriscina. In occasione della seduta del 29 maggio scorso infatti il consigliere dem Gabriele Guarisco, in fase di preliminari, aveva parlato anche di questo. “Avevo invitato il sindaco Landriscina a verificare con Regione Lombardia quali fossero i tempi per ottenere la sbandierata gratuità per la tangenziale di Como, o quanto meno che fine avessero fatto le promesse di Maroni governatore prima, ed elettorali di Fontana poi”.

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“Ricordiamo tutti bene non solo le date fissate dal presidente Maroni, ovvero il 1° gennaio e, in seguito, il 1° giugno, ma anche gli impegni presi nero su bianco dal candidato a essere suo successore, che venne più volte a Como sostenendo che avrebbe fatto togliere il pedaggio – prosegue Guarisco –. Dunque, se non altro per un moto d’orgoglio, mi sembrava che la città avrebbe dovuto farsi sentire con i palazzi di Milano”.

Risultato? “Non ho ricevuto nemmeno una reazione alla mia richiesta. Né in quella sede, né in seguito. Né dal sindaco, né dall’assessore preposto. Oggi è chiaro a tutti: la gratuità della nostra tangenziale è di là da venire e sarebbe doveroso per il sindaco rimarcare con decisione nelle sedi opportune che questo, oltre a vanificare l’effettiva utilità dell’infrastruttura, lascia i comaschi ostaggio del traffico – conclude Guarisco –. Il silenzio del sindaco mi preoccupa non solo per il futuro del pedaggio, ma anche perché dalla Regione dicono che entro fine estate dovrebbero terminare lo studio sulle alternative di progetto del secondo lotto: non vorrei che le nuove ipotesi fossero penalizzanti per il territorio del nostro Comune che, in tal caso, dovrebbe farsi sentire”.

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