La sicurezza sul lavoro è sempre più d’attualità, soprattutto nel settore edile che, storicamente, è uno di quelli più a rischio. Tra le principali cause di «morti bianche» in cantiere ci sono senz’altro le cadute dall’alto. Ed è lecito chiedersi, oggi, il motivo per il quale queste ultime sono così frequenti. Varia la letteratura espressa in merito sulla stampa generalista e su quella specializzata. Ciò che si evince, sintetizzando, è che le cadute dall’alto sono lo sconcertante esito di cattive abitudini, scarsa professionalità e soprattutto la ricerca di una apparente convenienza economica che in realtà si trasforma in danno in quanto mette a rischio l’incolumità altrui.

Sicurezza sul lavoro, non si può far sconti

Spesso i committenti affidano i lavori di manutenzione in copertura per la pulizia di camini, manutenzioni impianti tecnici, pulizia di gronde o piccoli interventi di ripristino a lavoratori autonomi, imprese non autorizzate o, peggio ancora, a persone private senza verificarne la idoneità tecnico professionale e con l’errata convinzione che sia l’affidatario dei lavori responsabile della sicurezza. Né l’assegnazione di lavori ad un lavoratore autonomo, né la presenza di un contratto di appalto esonera da responsabilità l’appaltante che non abbia osservato gli obblighi imposti dalla legge in materia di sicurezza sul lavoro (Cass. N 47370/2008). È l’evidenza del rischio a cui il lavoratore è palesemente esposto che fonda la responsabilità del committente. Non andrà esente da quest’ultima nemmeno se egli abbia impartito disposizioni atte ad eliminare i rischi di infortunio. Laddove non abbia controllato e vigilato costantemente sulla loro concreta attuazione (culpa in vigilando – ex multis Cass.8.4.2010 n. 15081).

L’obbligo per l’appaltante

Nei casi in cui i lavori in quota non possano essere eseguiti in condizioni di sicurezza ed in condizioni ergonomiche adeguate, è fatto obbligo all’appaltante di adottare attrezzature di lavoro idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale. Quando le misure collettive non bastano ad evitare o ridurre sufficientemente i rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, in relazione alla quota ineliminabile di rischio residuo, subentra l’obbligo del ricorso ai dispositivi di protezione individuale (DPI).

Manutenzione straordinaria

In occasione di manutenzione straordinaria si deve presentare una «comunicazione di inizio lavori asseverata» (CILA) a firma di un professionista abilitato (es. Ingegnere, Agronomo, Architetto, geometra o perito edile iscritto al relativo albo professionale) che garantisca la regolarità degli interventi. Nel caso in cui siano coinvolte due o più imprese un progettista specializzato predispone inoltre il PDS – Piano di Sicurezza sul lavoro, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori. Il PDS viene predisposto in fase progettuale e aggiornato dal progettista durante i lavori. Come richiesto nei regolamenti si fa riferimento ai dispositivi di ancoraggio conformi alla norma UNI EN 795 per la realizzazione dei sistemi di anticaduta (linee vita).

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Predisporre un sistema di anticaduta

Ma la sola norma tecnica UNI EN 795 non è sufficiente per determinare e predisporre un sistema di anticaduta. Il coordinatore in fase progettuale o il progettista in ottemperanza all’articolo 91 del DLgs 81/2008, dovrà predisporre un elaborato tecnico della copertura. Contenente informazioni, planimetrie, relazioni, progetti, calcoli, schede degli elementi di fissaggio, certificazioni, dichiarazioni di conformità e altri dettagli variabili a seconda delle linee prescelte. L’installatore dei dispositivi di sicurezza, qualificato, deve essere in possesso dell’attestato di qualifica rilasciato dal fabbricante relativo al corso specifico. Oppure deve essere una persona fisica e giuridica che abbia i requisiti generali richiesti nei lavori in quota. Qualora la manutenzione straordinaria consista nel rifacimento completo della copertura, si rende inoltre obbligatorio l’allestimento un idoneo ponteggio.

Un’opera di sensibilizzazione

Impossibile descrivere per filo e per segno tutti i contenuti normativi soprattutto in merito ad argomenti tanto importanti. Ma ci auguriamo per lo meno di riuscire a sensibilizzare committenti, operatori e installatori sull’importanza che le linee vita hanno per la prevenzione delle cadute dall’alto. E quindi delle morti bianche. Per essere certi che i lavori siano eseguiti a regola d’arte e la documentazione completa è bene affidarsi a un’azienda qualificata. Questo permetterà di avere la certezza di non spendere inutilmente i propri soldi ed essere garantiti nelle proprie responsabilità.