Oggi ricorre l’anniversario della morte di Giuliano Giuliani, ex calciatore del Como Calcio ed ex portiere del Napoli di Diego Armando Maradona morto di Aids.

22 anni fa la morte dell’ex portiere del Como Calcio “dimenticato da tutti”

Nativo di Roma ma cresciuto ad Arezzo con gli zii, Giuliani conseguì il diploma di geometra mentre, nel contempo, si formava calcisticamente nella squadra cittadina. Con il Como nella stagione 1980-81 esordì in serie A a ventidue anni, il 9 novembre 1980: era un  Como – Torino che finì 1-1.

Nel 1985 passò al Verona, nel 1988 al Napoli, con cui vinse la Coppa UEFA nella stagione 1988-89 e il campionato 1989-90, e successivamente all’Udinese; singolarmente, nelle ultime tre squadre, giunse sempre come sostituto dell’uscente Claudio Garella. A Udine rimase fino al 1993, anno del ritiro agonistico.

Giuliani morì il 14 novembre 1996 nel reparto malattie infettive del policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, città nella quale risiedeva dal 1993 e dove gestiva un magazzino d’abbigliamento.

La testimonianza della moglie Raffaella Del Rosario

La moglie di Giuliani, Raffaella Del Rosario, ex soubrette 53enne, in un’intervista rilasciata a settembre alla Gazzetta dello Sport disse:

“Un taciturno, riservato, non dava certo l’idea del farfallone. Eppure solo dopo tre anni di matrimonio mi comunicò che aveva l’Aids. In quel momento mi sono sentita morire. Avevo già una bambina e non riuscivo a capacitarmi di come fosse potuto accadere. Per lui la vita è terminata presto, ma altrettanto presto è stata dimenticata e questo non mi è sembrato giusto. Come se non fosse mai esistito. Giuliano è morto a soli 38 anni lasciando una bambina, Gessica, che adesso ha 28 anni”.

E prosegue: “Ma dentro mi chiedevo: perché proprio a me? Ma come è potuto accadere, lui che non si era mai drogato, che era un atleta, che non amava la vita notturna? A voce bassa mi confidò che mi aveva tradita una volta. Una sola volta. Una scappatella, il 7 novembre 1989, al matrimonio di Maradona a Buenos Aires. Io non andai perché avevo appena partorito”.

Poi conclude: “E nessuno dei vecchi compagni di pallone si fece vivo, anche negli anni che seguirono. Nessuno ha avuto un pensiero per lui. Chiesi a Maradona e al presidente Ferlaino di organizzare una partita per ricordarlo, non risposero neppure. Come se Giuliano non ci fosse mai stato. Questa è la verità e la mia delusione nei confronti del mondo calcio. A volte mi sembra di vivere in un film di fantascienza”.

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