Finale di partita concitato ieri, domenica 12 gennaio 2020, tra Cantù e Brindisi con gli ospiti che hanno avuto la meglio (QUI I DETTAGLI). A fine gara polemiche per dei presunti sputi che sarebbero arrivati da parte dei tifosi canturini.

Banks accusa i canturini: “Sputi durante il match”

Queste le parole twetate direttamente dal profilo di Adrian Banks: “Ai tifosi delle squadre avversarie non piaccio e mi sta bene. Faccio questo mestiere da tanto tempo. Ma c’è una cosa che si chiama RISPETTO, e io NON accetterò che i tifosi mi sputino addosso!”.

La nota della Pallacanestro Cantù

Di seguito riportiamo integralmente la nota del club canturino

“Pallacanestro Cantù, pur condannando a prescindere qualsiasi gesto di inciviltà, si riserva, in merito alle dichiarazioni rilasciate da tesserati avversari, di visionare le immagini dell’immediato concitato finale di partita tra S.Bernardo-Cinelandia e Happy Casa Brindisi, ed eventualmente di tutelare la propria immagine in tutte le sedi preposte. Tuttavia, Pallacanestro Cantù tiene a sottolineare la correttezza dimostrata dalla sua squadra nel corso della gara, testimoniata dal gesto di Wes Clark che, durante il supplementare, ha rallentato di sua spontanea volontà l’azione di gioco – rinunciando a un pur legittimo vantaggio – per permettere a John Brown di ricevere i soccorsi, nonché
dal proprio pubblico, che ha applaudito in massa lo stesso Brown all’uscita dal campo. Pallacanestro Cantù si rammarica per il fatto che questi due episodi di grande fair play non siano stati neppure citati in conferenza stampa, ma che invece siano stati evidenziati esclusivamente fatti che, se accaduti, sarebbero chiaramente da censurare, ma sono in ogni caso ascrivibili a una piccolissima minoranza del pubblico biancoblù”.

La posizione degli Eagles

Anche i tifosi canturini hanno detto la loro tramite una nota.

“I social.
La rovina dello sport giocato.
Ieri è toccato a Banks.
Sapendo di avere un impatto mediatico notevole ci è “andato a nozze”.
Ha provocato per tutta la partita, ha pensato bene di festeggiare sotto la nostra curva, alla fine si è fermato guardandoci con aria di sfida accennando un balletto.
E ha ricevuto in cambio qualche “mezzo bicchiere di birra”.
Non diciamo che sia una cosa giusta, ma non troviamo nemmeno giusto che poi esca sui social a passare per la vittima di un attacco a suon di sputi… (avete presente la distanza tra la curva e il campo…?)
Non diciamo che il nostro gesto sia stato corretto, e siamo pronti a scusarci, ma sarebbero gradite anche le sue scuse, considerando che la nostra è stata una semplice REAZIONE.
Esattamente come successe a Thomas due stagioni fa proprio a Brindisi.
Sbagli, paghi.
Altrimenti si va a teatro se si vuole guardare e accettare tutto passivamente.
Il nostro atteggiamento niente aveva a che vedere con i tifosi ospiti, con i quali esisteva e esiste un rapporto di massimo rispetto.
Le cose che succedono coi giocatori, esulano da ogni aspetto curvaiolo.
Questo, solo per chiarire…
Come mancano i veri provocatori che “le danno e sanno prenderle”…
Non ne possiamo più di queste “fighette da social””,