Si può vendere l’anima del Diavolo? E’ stato questo per lunghi tratti Patrick Cutrone che nelle ultime due stagioni, dopo essere stato lanciato in Prima squadra, ha tenuto a galla l’attacco rossonero deluso prima dalla coppia Kalinic-Andrè Silva e poi da Higuain. L’arrivo di Krzysztof Piątek, lo scorso gennaio, ha fatto precipitare le quotazioni (e il minutaggio) dell’attaccante originario di Parè, tanto da farlo finire sul mercato. Ora lo aspetta la Premier League.

Il Milan cede Cutrone, volerà in Premier

“Fuori dal progetto societario”. Tutti i maggiori siti d’informazione sportiva riportano questo retroscena descrivendo la mossa di mercato rossonera che farà volare l’attaccante, classe 1998, in Premier. Il suo futuro sarà il Wolverhampton che per lui ha sborsato 18 milioni di euro, a cui potrebbero aggiungersi dei bonus legati al rendimento, per una cifra totale che potrebbe toccare quota 24. Una boccata d’ossigeno per le casse rossonere, dilaniate dal Fair play finanziario. Domani, salvo clamorosi e poco probabili colpi di scena, il ragazzo arriverà in Inghilterra dove si sottoporrà alle visitiche mediche prepedeutiche alla firma. Si legherà alla società di Premier con un contratto di circa 2 milioni di euro a stagione.

Orgoglio comasco

Da Parè Patrick è arrivato fino alla Nazionale italiana di calcio. Di lui in paese si parla solo bene, come abbiamo più volte avuto modo di riportare sul Giornale di Olgiate, raccogliendo i ricordi di chi lo ha visto crescere.

“Era un bambino allegro e vivace – le parole di Barbara Grizzetti maestra della materna di Parè che, insieme alla collega Romina Crepaldi, l’ha avuto tra i suoi alunni – Ricordo che con una pallonata aveva rotto la cassetta anti-incendio. Lo portavano i genitori e veniva a prenderlo la nonna. Che lui fosse appassionato di calcio lo si vedeva”. E chi all’asilo di Parè ha frequentato Patrick è il suo migliore amico, coetaneo e milanista, Andrea Tettamanti. “Siamo cresciuti insieme – racconta – In un certo senso mi aspettavo questo suo percorso: ho sempre visto in lui la voglia di arrivare. Anche grazie alla sua tenacia, la sua voglia di fare gol e la sua “cattiveria” nell’allenarsi”. Nonostante i riflettori, Patrick è rimasto coi piedi per terra. Sempre. «E’ sempre disponibile per una foto o un autografo. Dedica tempo alla sua famiglia: è in quel contesto che si vede la vera persona. I genitori gli hanno dato un ottimo imprinting. E’ sempre legato al territorio: alla Polisportiva e alla “Gelateria Arrighi”. Andiamo spesso anche al bowling di Villa Guardia, giochiamo a ping pong e a calciobalilla. Vuole sempre fare gol”.

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Il dispiacere sui social e all’aeroporto

Sono tanti i milanisti, comaschi, ma non solo, dispiaciuti nel vedere partire il loro pupillo. Perché questo era Cutro per il tifo milanista. 12 anni nel settore giovanile e poi l’occasione in Prima squadra. Grinta, gol e il suo attaccamento alla maglia lo hanno reso uno dei più ben voluti dal pubblico. Sui social sono in tantissimi a criticare l’operato della dirigenza formata da Maldini e Boban. Intanto ieri il numero 63 è rientrato a Milano, dopo aver salutato il ritiro in America dov’era con la squadra. All’aeroporto tanti selfie coi tifosi ma nessuna parola ai giornalisti. Faccia scura e poca voglia di parlare. “Patrick resta con noi” ha detto qualcuno prima di vederlo andare via verso la sua nuova avventura.

Arianna Sironi