(Olgiate Comasco) Franky ha 11 anni e un sogno che lo accomuna a una miriade di ragazzini della sua età: diventare un calciatore famoso in tutto il mondo. Come il suo idolo Cristiano Ronaldo. Sorride, Franky. E i suoi grandi occhi neri allontanano l’incubo.

Dal barcone al Milan

Franky è arrivato in Italia, un anno fa, con mamma Chanceline Mothmou Mounang, 31 anni. Addio al Camerun, un incidente ha spezzato la loro famiglia: Franky ha perso il papà e una sorella. Poi l’esodo in Libia, gettando il cuore su un gommone. Stipati con un centinaio di africani (uomini, donne, bimbi), aggrappati alla speranza di un futuro migliore. In Italia. Dove Franky sta vivendo il suo sogno: dal barcone al Milan, passando per gli allenamenti e le partite con la maglia del Gs San Giovanni Bosco, la squadra Under 12 dell’oratorio olgiatese allenata da mister Salvatore Pantaleo. Il giovanissimo centrocampista, classe 2006, calcia indifferentemente con i due piedi: viene notato da un osservatore durante un torneo. E non si lascia scappare l’opportunità. Un mese fa il provino, al centro sportivo “Vismara”, quartier generale del settore giovanile dell’Ac Milan. In campo con le sue carte vincenti: notevoli potenzialità atletiche e calma appropriata per affrontare il grande salto. Tutto fila per il verso giusto. Preso. E adesso, una volta alla settimana, Franky indossa la sua scintillante divisa rossonera e si mischia alle giovanissime leve milaniste.

Franky racconta

Una storia che parte a più di 4.000 chilometri di distanza dall’Italia. Un’avventura che racconta accoglienza e inclusione, grazie alla parrocchia e alla Caritas, alla scuola e al gruppo sportivo. Franky la racconta così, come un rapido tocco di palla. “Siamo partiti dalla Libia di notte. Sul gommone eravamo in tanti. Quanti? Più o meno 100. Sì, 100. Ci hanno trattato male». Un pensiero fisso, in quel viaggio al buio. «Ho avuto paura, volevo solo arrivare in Italia”. Franky e la sua mamma ce l’hanno fatta. E a Olgiate hanno incontrato mani tese. “Mi trovo bene, qui. Frequento la classe I C alla scuola media. Ho fatto anche due mesi di inserimento alla fine dello scorso anno scolastico. Gioco a pallone all’oratorio: è bello. Mi piacerebbe diventare un calciatore famoso in tutto il mondo. Quando ho fatto il provino per il Milan c’erano tanti ragazzi. Allenamento e partita. E’ andato bene. Adesso mi alleno due volte alla settimana con la squadra dell’oratorio e una col Milan. Facciamo un po’ di fatica ma mi diverto”.

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L’orgoglio del Gs San Giovanni Bosco

Franky non è solo un “piccolo” migrante. E’ l’orgoglio del Gs San Giovanni Bosco. E’ l’amico che corre a più non posso per far vincere l’oratorio di Olgiate, nel campionato polisportivo Csi. E il compagno di squadra per cui tutti fanno il tifo perché possa affermarsi col Milan (anche se la sua squadra italiana preferita è la Roma). Le qualità non gli mancano: forza di volontà e, finalmente, pensieri positivi. “Mi piace anche giocare a basket: il mio giocatore preferito è Kobe Bryant. E mi piace la musica rap”.

(Giornale di Olgiate, sabato 25 novembre)