Domenica al “PalaDesio”, palla a due alle ore 18:30, l’Acqua S.Bernardo ospiterà in casa la Dolomiti Energia Trentino per la quinta giornata del campionato di Legabasket Serie A 2019-2020. La formazione bianconera, iscritta anche alla EuroCup, è considerata una delle squadre più temibili della LBA, in cui, nell’ultimo triennio, ha raggiunto per ben due volte la finale scudetto. In entrambi i casi, ai trentini il tricolore è sfuggito per un soffio, costretti ad arrendersi allo strapotere di due corazzate come Reyer Venezia prima, nel 2017, e Olimpia Milano poi, nel 2018, società con budget decisamente superiori.

Pallacanestro Cantù domani arriva Trento

Un ciclo, quello bianconero, che si è arrestato al termine della passata stagione, in Gara 5 dei quarti di finale playoff, quando ancora una volta è stata Venezia – poi laureatasi campione d’Italia – a tenere lontana Trento dal sogno scudetto. Da lì la saggia decisione della società del presidente Luigi Longhi di ricostruire daccapo, cambiando le ali dell’Aquila Basket: tanti giocatori giovani ed emergenti, guidati in panchina da un nuovo allenatore – anch’egli giovane – come Nicola Brienza, lo scorso anno sulla panchina biancoblù. Sarà proprio il tecnico canturino il grande ex di domenica, il quale, ironia della sorte, lo scorso anno vide sfumare i playoff con Cantù proprio per via di una vittoria all’ultima giornata di Trento, che espugnando il campo di Brindisi, centrò la post season a discapito dei brianzoli. Per coach Brienza quella di domani sarà sicuramente una partita speciale, contro la “sua” Cantù, che per un ventennio ha significato “casa”. Prima giocatore del vivaio canturino, dove vince ben due scudetti under 17, in seguito allenatore delle giovanili, assistente nello staff tecnico della Prima Squadra e, poi, di ritorno dalle esperienze ai Lugano Tigers e a Capo d’Orlando, anche capo allenatore, incarico assunto a stagione in corso, durante l’edizione 2018-’19 di LBA. Con i colori
biancoblù coach Brienza ha disputato partite di Euroleague e finali scudetto ma, soprattutto, vinto una Supercoppa italiana. Inevitabile, dunque, l’emozione per un suo ritorno, il primo nelle vesti di capo allenatore avversario.

Qui Cantù

Ex a parte, per l’Acqua S.Bernardo, reduce da due brutte sconfitte contro Reggio Emilia (in casa) e Venezia (in trasferta), la sfida di domani sarà importante per smuovere una classifica che la vede al momento a soli due punti, anche per via del turno di riposo osservato alla seconda giornata di LBA. Trento, seppur squadra più quotata sulla carta, rappresenta una buona chance da sfruttare per Cantù, che ha bisogno più che mai di riscattarsi davanti al pubblico amico, sia per sè stessa che per riaccendere l’entusiasmo del popolo biancoblù, affievolito notevolmente rispetto a venti giorni fa, con la vittoria a sorpresa al “PalaPentassuglia” di Brindisi alla prima giornata già nel dimenticatoio. Per la gara di domani coach Cesare Pancotto può contare su un gruppo al completo, con il reintegro di capitan Andrea La Torre. Quest’ultimo, infatti, torna a disposizione dopo uno scontro di gioco con Mitchell Watt avvenuto lo scorso weekend, che aveva costretto il numero 11 in maglia biancoverde a saltare gran parte della sfida con i campioni d’Italia in carica dell’Umana Reyer. Quanto a Kevarrius Hayes, attualmente al comando della classifica dei migliori stoppatori della LBA (2.3 stoppate di media), se decisivo ancora una volta in difesa, il centro americano avrà l’occasione di confermare il primato per un altro turno di campionato.

Qui Trento

Quattro le partite in campionato disputate dall’Aquila: due vittorie di fila in avvio e due sconfitte a seguire. Esordio convincente in casa con Pistoia, alla prima, poi il bis al “PalaBigi” contro la Reggiana. Il tris vincente alla terza giornata manca per un pelo, per via di una pazzesca tripla a bersaglio di Curtis Jerrells che, al fotofinish, consegna i due punti a Sassari. Il contraccolpo psicologico per la vittoria mancata all’ultimo respiro nel weekend precedente si fa sentire sul campo della Leonessa Brescia, dove i trentini inciampano in un profondo -26 finale. Diverso, invece, il cammino europeo, dove al contrario Trento è partita con un ko. Sconfitta all’esordio dai turchi del Galatasaray, l’Aquila è tornata a volare con due splendide vittorie sui montenegrini del Buducnost, a Podgorica, e sui tedeschi dell’EWE Oldenburg, squadra dove milita l’ex biancoblù Gerry Blakes. Nel 91 a 81 finale di mercoledì scorso, a brillare è il centro Justin Knox, MVP della serata con 25 punti e 6 rimbalzi catturati. In coppa è lui il giocatore più prolifico, con oltre 14 punti di media in 25’. Menzione doverosa anche per il playmaker Aaron Craft che, con 7.3 assist di media, è attualmente secondo in EuroCup in questa speciale classifica individuale, alle spalle del solo Langston Hall (8.0), altro ex giocatore canturino oggi in
forza ai greci del Promitheas.

Il quintetto avversario

In cabina di regia figura il già citato Craft, 28 anni, giocatore di grande talento nato in Ohio, dove ha frequentato anche il college con eccellenti risultati personali. Alla terza stagione a Trento, la seconda consecutiva dopo un anno e mezzo tra importanti piazze come Monaco e Buducnost (EuroLega), Craft è stato eletto “Miglior Difensore” della scorsa edizione di LBA. In questo avvio di campionato è al momento quinto negli assist (5.3), di un soffio dietro alla stella dell’Olimpia Milano, Sergio Rodriguez, quarto con 5.5 assist di media. Al fianco di Craft spicca l’estro e l’imprevedibilità di James Blackmon, tiratore classe ’95 di Chicago, Illinois. È alla terza stagione nei professionisti, la seconda in Italia dopo l’esperienza dello scorso anno a Pesaro, chiusa da vicecapocannoniere con quasi 20 punti a partita, alle spalle del solo Frank Gaines, asso della Cantù allenata da coach Brienza. Anche a Trento, Blackmon, è partito forte: oltre 15 punti di media, con 27 punti (6/10 da tre) nella gara di esordio contro Pistoia. L’ala piccola titolare è George King, elemento versatile in grado di ricoprire bene anche il ruolo del “quattro”. Giocatore
di talento, molto fisico e di prospettiva, King, 25 anni, è all’esordio in Europa. Uscito dai “Bufali” di Colorado University nel 2018, l’ala ha trascorso il suo primo anno fuori dal college in G-League, nei Northern Arizona Suns, con cui ha prodotto 15.5 punti, 5.3 rimbalzi e 2.5 assist di media in 41 partite, tirando da oltre l’arco con un ottimo 43%. Bravo ad aprire il campo con il suo tiro da fuori, King è anche un ottimo penetratore d’area. È alla prima, vera, importante esperienza della sua carriera, dopo essere stato scelto nel 2018 alla numero 59 del Draft NBA, dai Phoenix Suns che, appunto, lo hanno poi girato alla franchigia affiliata in lega di sviluppo. Nello spot di ala forte spicca un altro giocatore duttile, Rashard Kelly, classe ’95 come Blackmon. Prodotto di Wichita State, dove Kelly è diventato il secondo miglior rimbalzista offensivo nella storia dell’università, il nativo della Virginia è il classico giocatore “all around” capace di giocare in più ruoli. È un “quattro” fatto e finito ma nel suo caso, vista la sua grande agilità, in casi di emergenza può scalare persino nello spot di ala piccola, se l’intento è quello di avere un quintetto molto fisico. Inoltre, grazie anche alla sua propensione a rimbalzo, sa destreggiarsi anche come centro. Lo scorso anno a Perm, in Russia, ha chiuso la sua prima stagione europea a 11 punti e 7.7 rimbalzi di media, terzo miglior rimbalzista della VTB League. Non ultima, la sua dote di grande passatore, come dimostrano i 4.5 assist di media in avvio, dopo quattro giornate di Serie A. È un giocatore che per certi versi e per certe caratteristiche assomiglia molto a Ike Udanoh, ex capitano canturino. Il centro titolare è Justin Knox, 30 anni, nato in Alabama. Tra i giocatori più esperti della squadra trentina, Knox ha frequentato dal 2007 al 2010 lo stesso college di
Corban Collins, Alabama University. Poi, l’ultimo anno da Senior è nella prestigiosa North Carolina, da cui esce però senza molte pretendenti. Inizia, dunque, uno strano girovagare: Bielorussia, Malaysia, Olanda, Porto Rico e Turchia (seconda serie), salvo poi accettare, nel 2016, la prima importante chiamata della carriera, quella della Fortitudo Bologna. Poi, seppur per una sola stagione, esce ancora dai radar del basket di prima fascia, giocando per due squadre bulgare, prima di fare ritorno in Italia, facendo finalmente il suo esordio nel massimo campionato italiano con i colori di Capo d’Orlando. Il 2018 lo vede a Trieste, dove fa registrare medie impressionanti se rapportate al poco minutaggio: 10.4 punti e 4.3 rimbalzi in appena 17’, peraltro con un più che buono 39% da tre. Senza dubbio è uno dei giocatori più efficaci dell’intera lega, non a caso ha già superato quota 500 punti in LBA, traguardo raggiunto in appena 864 minuti (11.7 in 20’).

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La panchina avversaria

Il play di riserva è un play di lusso, l’italo-argentino “Toto” Forray che, nonostante parta spesso dalla panchina, è un giocatore che trova molti minuti. Nato a Buenos Aires nel 1986, Forray si è formato cestisticamente in Italia, dove è partito dalle Minors, per poi iniziare una carriera vincente proprio a Trento, dove è l’idolo indiscusso. Bandiera bianconera, all’Aquila dal 2011 e capitano dal 2013, Forray è alla sesta stagione consecutiva in A. In seguito a due promozioni, ha guidato la formazione trentina al massimo campionato italiano e l’ha portata, in seguito, per la prima volta anche in campo internazionale. Contro Cantù festeggerà la presenza in LBA numero duecento. Dalla panchina si alza un pezzo da novanta del campionato: Alessandro Gentile, rigenerato dall’esperienza madrilena all’Estudiantes, dove ha ritrovato entusiasmo e ritmo partita, meritando così la convocazione in azzurro per il recente Mondiale cinese, dove si è messo in luce con ottime performance. Vincitore di due scudetti con la maglia dell’Olimpia Milano, di cui uno, nel 2014, da MVP delle finali, Gentile è a otto partite dalle 300 presenze in Serie A, dove ha superato da tempo la soglia dei 3000 punti. Nato a Maddaloni, in Campania, tra meno di un mese compirà 27 anni. Guardia/ala di due metri, Gentile è reduce da 22 punti in 23’ contro Brescia, dove – nonostante la pesante sconfitta – ha brillato con 7/10 da due e 2/4 da tre. Altro elemento importante dalla panchina è Davide Pascolo, 29 anni il prossimo 14 dicembre. Per via di una serie di infortuni non è ancora al top della forma ma Brienza conta molto su di lui. Ala grande, pericoloso sul perimetro, Pascolo è alla settima stagione in quel di Trento, intervallate però dal biennio in chiaroscuro all’Olimpia tra il 2016 e il 2018. Nel frattempo, mentre Pascolo era impegnato a recuperare la forma migliore, Brienza ha puntato tutto sul 21enne Andrea Mezzanotte, ala bergamasca alla seconda stagione in bianconero
dopo due anni notevoli a Treviglio, in A2. Nelle prime due sfide di campionato è partito fortissimo con 31 punti in 40’, con 6/9 da tre. Ad allungare le rotazioni ci sono Luca Lechthaler e Fabio Mian, anche se quest’ultimo – come annunciato anche da coach Brienza in settimana – è ai margini del progetto tecnico. Trentino doc, 207 centimetri per115 chili, Lechthaler è un pivot di 33 anni alla quinta stagione in bianconero. Palmarès ricco di successi per il “centrone” ex Mens Sana Siena, compagine toscana con cui ha vinto 5 scudetti, 3 coppe Italia e 2 Supercoppe. Ha messo piede in LBA nel lontano 2002, collezionando – ad oggi – 445 presenze, anche se è sceso in campo in solo in 256 situazioni. Quanto a Mian, classe ’92 di Gorizia, è una guardia/ala di 196 centimetri, all’ottava stagione in Serie A dopo due anni a Varese, tre a Cremona, uno a Pistoia e, con questa, due a Trento. Vanta 221 presenze e oltre 3000 minuti in LBA.

I precedenti

Sono dieci in totale i precedenti tra Pallacanestro Cantù e Aquila Basket Trento. Biancoblù in vantaggio con sei vittorie contro le quattro dei trentini. In casa, davanti al pubblico amico, Cantù ne ha vinte ben quattro su cinque. L’ultimo confronto tra le due formazioni risale al 27 gennaio scorso, quando l’allora formazione allenata da coach Pashutin (ultima presenza del russo sulla panchina di Cantù) si impose al “PalaTrento” con un autoritario 97 a 92 finale. Decisivi i 45 punti del duo composto da Frank Gaines (23) e Davon Jefferson (22). L’ultimo precedente disputato a Desio, invece, risale al 14 ottobre del 2018, quando Cantù vinse di dodici. Nell’84 a 72 finale spiccarono le prestazioni dell’ex Tony Mitchell, a referto con 17 punti, 6 rimbalzi e 3 assist, e del già citato Udanoh, che chiuse dominando con una doppia doppia da 13 punti e 13 rimbalzi, a cui si aggiunsero anche 8 assist e 5 recuperi, numeri che gli valsero la nomina di MVP del secondo turno di LBA.

Info generali

La gara tra Acqua S.Bernardo Cantù e Dolomiti Energia Trentino, in diretta su Eurosport Player, sarà arbitrata dai signori Christian Borgo, Mark Bartoli e Sergio Noce. Radiocronaca dell’incontro e post partita su Radio Cantù 89.600 FM e streaming su radiocantu.com. All’intervallo lungo dell’incontro sfileranno sul parquet del “PalaDesio” tutte le squadre di Progetto Giovani Cantù e Minibasket Cantù.