Si ferma a Sassari, all’ultima giornata di regular season, il sogno playoff della Pallacanestro Cantù, uscita sconfitta dal PalaSerradimigni contro probabilmente la squadra più in forma di tutto il campionato, la Dinamo.

Il Banco di Sardegna si impone 87 a 81 ma i canturini chiudono la stagione a testa altissima, sfiorando un risultato che sarebbe stato a dir poco memorabile, considerate le vicissitudini extracampo di fine 2018 e la classifica del girone di andata. Ai brianzoli non bastano i 49 punti dello strepitoso duo formato da Gaines e Jefferson, rispettivamente a referto con 25 e 24 punti. Così come servono a ben poco i 12 assist di Carr – davvero magistrale in cabina di regia – a cui si aggiungono anche 15 punti. Per i sardi ben cinque giocatori in doppia cifra, con Cooley mattatore della serata, a referto con 19 punti e 13 rimbalzi.

Pallacanestro Cantù perde contro Banco di Sardegna

Per l’ultima partita di regular season, nonché ultima chiamata per i playoff, coach Brienza decide di dare fiducia al solito quintetto che tanto ha fatto bene nelle ultime uscite. In maglia verde, dunque, i brianzoli partono titolari con il duo Jefferson-Stone sotto canestro e con La Torre da “tre”. A completare lo starting five canturino Carr e Gaines, a interscambiarsi in cabina di regia a seconda delle situazioni di gioco. I padroni di casa, invece, rispondono schierando Spissu in quintetto, affiancato da Carter e Pierre sugli esterni. Nel pitturato l’atletismo di Thomas e i muscoli di Cooley.

Entrambe le squadre partono forte con il tiro da tre. Se da una parte Thomas sblocca subito il risultato con una tripla centrale, dall’altra Gaines risponde sganciando una “bomba” dietro l’altra, dimostrando fin da subito di essere in serata. Quest’ultimo, infatti, porta alla causa ben quattro punti con una sola giocata, dopo una tripla a bersaglio e il libero extra, nonostante un fallo subito. 9 a 3 per i brianzoli dopo i primi centoventi secondi. Lo stesso Gaines, appena 30’’ dopo, “bissa” realizzando un’altra tripla, la terza personale che vale il 12 a 5 ospite. Si scalda, poi, anche Jefferson: coast to coast di puro talento e 5-14 al 3’. Primo time out della gara, chiesto da coach Pozzecco. I padroni di casa escono splendidamente dal time out, riprendendo il gioco trascinati dall’esuberanza offensiva di Cooley, scatenato in area con una schiacciata prima e con un bel piazzato poi. 11-16 a metà frazione. Tuttavia, prese le misure, sul colosso della Dinamo si “francobolla” La Torre, con l’ala italiana classe ’97 capace – nonostante il divario fisico – di limitare il “big man” della formazione sarda in più frangenti. Nel finale di primo quarto, però, grazie anche all’ottimo apporto dalla panchina di Polonara, tutta la prepotenza di Sassari (fresca vincitrice della FIBA Europe Cup e reduce da otto vittorie consecutive in LBA) esce allo scoperto.

L’entusiasmo alle stelle dei padroni di casa, con alle spalle un calorosissimo “PalaSerradimigni”, porta Cantù a perdere gran parte del vantaggio acquisito nei primi istanti di gara, chiudendo al 10’ avanti soltanto di un punto (23-24).

La seconda frazione parte come era iniziata la prima, con Cantù calda dall’arco dei tre punti. Un’ottima circolazione di palla, infatti, porta subito alla tripla di Carr, su assist di Stone che rinuncia ad un buon tiro per mettere in ritmo il proprio compagno di squadra, rientrato dopo un lieve infortunio muscolare che lo aveva tenuto ai box nel weekend precedente, contro la Fiat Torino. Ma la risposta della Dinamo non esita ad arrivare, anzi, puntuale Polonara riprende da dove aveva iniziato nel finale di primo quarto. Con un 2/2 dalla lunetta di Cooley, i locali ritrovano il vantaggo che avevano assaggiato soltanto nei primi secondi del match. 30- 29 al 12’.

In campo è battaglia vera, con le due squadre che si rispondono colpo su colpo. Ancora Polonara protagonista tra le fila sarde, con il lungo marchigiano che si sblocca anche dall’arco, per la tripla del 36 pari a quattro minuti dalla fine del primo tempo. Ed è sempre Polonara, due minuti dopo, a “sparare” un’altra tripla. 45 a 40 per il Banco di Sardegna. Alle prodezze del suo pariruolo italiano, però, risponde Stone, a referto con la tripla del -2. La partita, complice qualche fischio non gradito dall’ambiente di casa, va su binari un po’ pericolosi, con colpi molto ruvidi, dati e ricevuti sia da una parte che dall’altra. Al 20’, sotto una “pioggia” di fischi dei tifosi sardi, le due formazioni fanno ritorno negli spogliatoi sul risultato di 50 a 44 a favore della Dinamo.

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Pronti, via. In avvio di secondo tempo torna subito a splendere il talento di Gaines, a referto con la tripla del 49 a 50 che permette a Cantù di tornare ad avvicinarsi sensibilmente al Banco di Sardegna. Partenza rabbiosa della Pallacanestro Cantù, lanciatissima fin dai primi minuti di terzo quarto. Stone consegna ai suoi il +1, con Jefferson poi che incalza realizzando la tripla che manda i padroni di casa a due possessi di svantaggio. 52-56 al 24’. Lo stesso Jefferson, però, complice la stanchezza e qualche acciacco, è costretto ad uscire dal campo per qualche istante. Sassari ne approfitta con Cooley che, vista l’assenza temporanea del numero 41 biancoverde, riesce a trovare vita facile nel pitturato e a riportare in vantaggio la Dinamo. 60-59 al 27’. Ma la reazione della S.Bernardo è eccelsa, con la coppia Carr-Blakes a dare spettacolo in contropiede. Il primo – fronte a canestro – regala una chicca al compagno, dietro la schiena, mettendo Blakes nelle condizioni perfette per realizzare due punti facili. Due punti facili su cui Blakes mette la ciliegina, resi ancor più belli per la schiacciata del numero quattro in maglia Cantù che spalanca alla formazione brianzola le porte del momentaneo +5. 61-66 al 30’.

La quarta e ultima frazione inizia con Cantù ancora scatenata in attacco, guidata da una prodezza di Carr che, sulla sirena dei 24’’, consegna ai brianzoli un vantaggio corposo. 65-72 al 32’. Ma la fiammata ospite viene subito spenta dal solito Polonara, il quale – in neppure un minuto – fa cinque a zero, riportando i suoi a soli due punti di scarto. Una tripla prima e una schiacciata poi, in contropiede su assist di Spissu, che costringe coach Brienza ad interrompere il gioco sul risultato di 72 a 70 a proprio favore. Al rientro in campo il “PalaSerradimigni” è una bolgia e la Dinamo ne beneficia realizzando con Spissu il canestro del +1. Tripla dell’idolo di casa che precede i due punti di Pierre, che inducono Brienza ad interrompere nuovamente il gioco con un altro time out per cercare di scuotere la propria squadra. Tuttavia, la scossa canturina non arriva e Spissu, da tre, colpisce ancora una Cantù che pare stanca e sfiduciata. 78-72 a quattro minuti dal termine. Ma Cantù è ancora viva e, grazie ad un canestro da fuoriclasse da parte di Jefferson, riesce a restare attaccata alla partita, a soli quattro punti di scarto dalla compagine sarda.

Il finale è al cardiopalma e alla S.Bernardo tremano le mani ai liberi, perdendo qua e là qualche punto prezioso. Mani che, però, non tremano a Gaines, rovente dall’arco con il suo 25esimo punto personale, valido per il -3. Il tempo rimanente è però pochissimo e Sassari può così esultare, mentre Cantù dice addio al sogno playoff, tanto bello quanto utopistico da pensare soltanto tre mesi fa. Finisce 87 a 81.

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